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Home - Scatta il processo AMIU a Foggia, l’accusa: “Affidamento costruito su dati falsi e promesse mai realizzate”

Scatta il processo AMIU a Foggia, l’accusa: “Affidamento costruito su dati falsi e promesse mai realizzate”

L’avvocato Michele Vaira ricostruisce tre anni e mezzo di gestione del servizio rifiuti a Foggia dopo l’affidamento in house. “Raccolta differenziata ferma al 29%, zero cassonetti intelligenti e obiettivi mai raggiunti”

Di Redazione
5 Marzo 2026
in Cronaca, Foggia
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Nel processo sul servizio di igiene urbana a Foggia è stata depositata oggi una memoria difensiva dal WWF Italia, costituito parte civile, attraverso l’avvocato Michele Vaira. Il documento, presentato al tribunale di Foggia nell’udienza del 5 marzo, ricostruisce quanto accaduto nei tre anni e mezzo successivi all’affidamento in house del servizio ad Amiu Puglia, avvenuto nel novembre 2022.

Secondo la tesi esposta nella memoria, i presupposti che portarono alla decisione di affidare direttamente il servizio alla società partecipata sarebbero stati “radicalmente falsi”, con relazioni, dati e documenti che avrebbero fornito un quadro non corrispondente alla realtà.

Le accuse alla base del processo

Il documento richiama i principali capi di imputazione già contestati nell’inchiesta. Tra questi, la presunta collusione nella redazione della relazione tecnica che giustificava l’affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti ad Amiu.

Secondo quanto riportato nella memoria, la relazione prevista dalla normativa sugli affidamenti pubblici avrebbe attestato in modo non veritiero l’idoneità tecnica, economica e professionale della società a svolgere il servizio per il Comune di Foggia.

Nel mirino anche i dati sulla raccolta differenziata che, secondo l’accusa, sarebbero stati gonfiati fino al 27% per rendere più credibile il piano industriale, mentre il dato reale sarebbe stato molto più basso.

Le promesse del piano industriale

Il piano industriale approvato nel 2022 prevedeva una trasformazione radicale del sistema di raccolta rifiuti a Foggia. Tra gli obiettivi indicati figuravano: il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata; l’installazione di 250 isole ecologiche con cassonetti intelligenti; la distribuzione di oltre 88mila tessere elettroniche per gli utenti; la realizzazione di quattro centri comunali di raccolta; l’introduzione di mezzi nuovi e sistemi informatici per la gestione del servizio.

Secondo la memoria depositata dal WWF, tali obiettivi non sarebbero mai stati realizzati nei tempi previsti.

La situazione dopo tre anni

Il documento evidenzia che, a distanza di oltre quaranta mesi dall’affidamento, molte delle innovazioni promesse non sarebbero mai entrate in funzione.

Tra gli elementi citati: nessuna delle 250 isole ecologiche intelligenti previste risulta installata; nessuna tessera elettronica è stata distribuita ai cittadini; il sistema informatico integrato non sarebbe stato attivato; la raccolta differenziata sarebbe passata solo dal 28,23% del 2021 al 29,24% del 2025.

Secondo la ricostruzione della parte civile, il servizio avrebbe continuato a funzionare con modalità simili a quelle precedenti, senza le innovazioni tecnologiche previste dal piano.

Le conseguenze per la città

La memoria sostiene che il mancato raggiungimento degli obiettivi avrebbe provocato danni economici e ambientali per la città.

Tra le conseguenze indicate figurano: costi più elevati per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati; minori entrate derivanti dal riciclo dei materiali; il rischio di perdere finanziamenti legati ai progetti del Pnrr.

Il WWF chiede quindi che il tribunale dia priorità alla trattazione del processo, ritenendo che i fatti successivi all’affidamento dimostrino la falsità dei presupposti su cui fu costruita la scelta dell’in house.

Tutti gli imputati

Due i filoni a processo: immondizia e loculi. Per quanto riguarda l’appalto dei rifiuti, la procura contesta la turbativa d’asta e il falso a Concetta Zuccarino, all’epoca dirigente pro tempore dell’area Ambiente del Comune, e ad Antonello Antonicelli, direttore generale di Amiu Puglia. La posizione di quest’ultimo creerebbe non pochi imbarazzi tra Foggia e Bari viste le partecipazioni nell’azienda. Rispondono invece solo di falso Saverio Pio Longo, dirigente del servizio Ambiente e responsabile unico del procedimento, Giovanni Sorbo, istruttore contabile dell’ufficio Ambiente, e Maria Rosaria Mangiatordi, referente Conai.

Il secondo filone riguarda invece l’appalto cimiteriale. A processo Francesco Paolo Affatato, nel 2023 dirigente dell’area Lavori pubblici del Comune e nome storico della tecnostruttura comunale a Foggia, Domenico Lomazzo, figura “sovraordinata” a Palazzo di Città, Francesca Paola Russo, funzionaria del servizio contratti e appalti, e Giuseppe Scommegna, titolare di una ditta attiva nel commercio di macchine per ufficio e telefonia. Le accuse spaziano dalla turbativa del procedimento al falso e all’induzione indebita.

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Tags: Amiu Pugliacomune di foggiaigiene urbanaMichele Vairaprocesso Amiuraccolta differenziatarifiuti foggiaTribunale di FoggiaWWF Italia
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