Nuovo fronte polemico a Foggia sull’organizzazione degli spazi per la propaganda del referendum confermativo del 22 e 23 marzo 2026. Al centro del confronto la nota con cui il Comune ha comunicato difficoltà procedurali nell’allestimento dei tabelloni, annunciando la disponibilità, al momento, di sei siti per le affissioni murarie.
A intervenire è Potito Perruggini, presidente dell’Osservatorio nazionale Anni di Piombo per la Verità Storica, che in una lettera indirizzata alla Prefettura, alla sindaca Maria Aida Tatiana Episcopo e al dirigente del Servizio Elettorale Romeo Delle Noci, parla di “ulteriore conferma di incapacità programmatoria cronica dell’amministrazione”.
La nota del Comune e i sei siti attivati
Nel documento ufficiale del 3 marzo, il Comune di Foggia ha spiegato che il completamento degli spazi per la propaganda referendaria non è stato possibile nei tempi previsti a causa di problematiche sorte nella fase di affidamento del servizio, che hanno portato all’annullamento della procedura iniziale.
È stata quindi avviata una nuova procedura “ad horas” e, nella stessa giornata del 3 marzo, sono stati resi disponibili sei siti per le affissioni: via Scillitani, viale Fortore, via Guglielmi, via L. Pinto, viale Ofanto e via Parini. Gli spazi complessivi deliberati con la delibera di Giunta n. 41 del 18 febbraio 2026 erano però 25.
Le accuse: “Ritardi prevedibili e gestione emergenziale”
Perruggini sostiene che il ritardo non possa essere giustificato come evento imprevisto. Il referendum, ricorda, è stato convocato con decreto del Presidente della Repubblica del 13 gennaio 2026 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il giorno successivo. Secondo il presidente dell’Osservatorio, dunque, l’amministrazione avrebbe avuto tutto il tempo per pianificare correttamente l’allestimento degli spazi.
Nel testo si parla di un “pattern ripetuto”, citando anche precedenti ritardi su altri adempimenti pubblici, come le luminarie natalizie. L’accusa è quella di una gestione basata sull’emergenza anziché sulla programmazione.
Le criticità sollevate
Tra i punti contestati, oltre al numero ridotto di siti attivati rispetto ai 25 deliberati, vi è anche la questione dell’assegnazione promiscua degli spazi tra sostenitori del Sì e del No, ritenuta potenzialmente fonte di confusione informativa.
Perruggini chiede il completamento immediato di tutti gli spazi, una relazione dettagliata sulle problematiche procedurali che hanno causato il ritardo e un eventuale intervento della Prefettura.
Il clima politico in città
La vicenda si inserisce in un clima già acceso in vista dell’appuntamento referendario. A meno di tre settimane dal voto, la gestione degli spazi di propaganda diventa terreno di scontro politico e istituzionale, con richiami alla tutela della parità di accesso e alla correttezza delle procedure.
Resta ora da vedere se e come il Comune completerà l’allestimento dei tabelloni mancanti e se la Prefettura riterrà di intervenire sulla questione.









