Questa volta a Manfredonia si parte con una sperimentazione già fatta. Una esperienza esaltante che ha smentito alcuni “tradizionali” tabù, come quello che non si fanno progetti per i giovani, o l’altro che i giovani non hanno idee, che sono refrattari a darsi da fare, e via di questo passo. Invece no, è stato dimostrato che “si può fare”, che ci sono idee e si ha la capacità di realizzarle.
Ed è stato intitolato proprio così “Si può fare”, l’iniziativa del Ministero del lavoro e delle politiche sociali indirizzata ai giovani tra i 16 e i 35 anni, con l’obiettivo di sostenere idee giovanili (eventi, attività, iniziative di comunità) con contributi economici erogati tramite bandi. “Investire sulle nuove generazioni significa fare una scelta chiare di prospettiva” rileva l’assessora al Welfare e cultura Maria Teresa Valente, annunciando la seconda edizione di “Si può fare” dopo il successo della prima edizione. “L’intento è quello – spiega – di rafforzare un percorso già avviato che ha dimostrato quanto ragazze e ragazzi sappiano essere capaci di visione, responsabilità e concretezza”.
La presentazione del nuovo bando avverrà giovedì 5 marzo, alle 17,30 nell’aula consiliare del Municipio, e sarà consultabile online fino all’8 aprile prossimo. Per informazioni e chiarimenti www.sipuofare.net.
Ma quale è stata l’esperienza vissuta con la prima edizione di “Si può fare”? I progetti presentati e realizzati sono stati dieci e hanno toccato vari aspetti del territorio e coinvolto 126 giovani. “Archeo Sipontum” (10 giovani): intervento di bonifica per la riqualificazione dell’area archeologica di Siponto per garantire l’accesso al pubblico e per valorizzare il lavoro scientifico degli scavi condotti dalla Università di Bari, Foggia e un team canadese. “Belladonna” (11 giovani): manifestazione estiva sulla figura della donna attraverso una mostra di disegni e dipinti aperti al pubblico, realizzazione di un live painting guidato per bambini, adolescenti, adulti e anziani. “GiocaRE MANFREDI” (8 giovani): rievocazione storica ambientata nei primi anni di vita delle città di Manfredonia attraverso la ricostruzione di un accampamento medievale allestito con tende, velari e arredi stile Duecentesco con il coinvolgimento di rievocatori storici. “RE-Generation (17 giovani): clean up e valorizzazione della pineta di Siponto con l’obiettivo di ridare vita ad un luogo abbandonato con evento finale con artisti locali e dj set, allestimenti tematici, info point. “Rione Monticchio” (3 giovani): valorizzazione di uno spazio urbano dimenticato nel Rione Monticchio attraverso la realizzazione di un murale artistico in stile gotico moderno con elementi grafici ispirati alla storia e alla identità del quartiere.
“Un giardino per tutti in villa” (14 giovani): valorizzazione e recupero delle aree verdi esistenti sul territorio attraverso interventi di potatura, cartelli in lingua per sensibilizzare alla cura del verde, costruzione di attrezzatura e arredi con materiali ecocompatibili. “Dalla polvere alle stelle: un calcio all’abbandono” (13 giovani): riqualificazione del campetto della parrocchia Santa Maria del Grano abbandonato da anni e ormai inutilizzabile, rendendolo accessibile e sicuro a tutta la cittadinanza. “Marenére fest” (10 giovani): Festival artistico-musicale aperto alla cittadinanza per la promozione artistica e culturale del territorio, per la riqualificazione di spazi in disuso. “Inside green” (20 giovani): trasformazione della pineta di Siponto da luogo degradato a spazio vivo e partecipato, attraverso la pulizia dell’area, il ripristino dei sentieri, l’istallazione di attrezzi sportivi e di QR code formativi con contenuti utili e coinvolgenti che educano allo sport e al benessere. “Murale Manfredonia” (20 giovani): opera di arte urbana volta alla realizzazione di un murale per riqualificare un muro all’ingresso della città che raffigura il porto di Manfredonia elemento centrale della cultura e della tradizione della città e della comunità.
Sguardi sulla città interessanti, un invito alla riflessione, una dimostrazione di quel grande serbatoio che sono i giovani e di quello che sono in grado di realizzare. Una lezione dimostrativa che lascia ampi spazi per un futuro incoraggiante.













