Partecipazione numerosa e clima di forte coinvolgimento civile per l’incontro pubblico promosso dal Comitato Società Civile per il No al referendum, che venerdì sera ha riempito la sala conferenze della Biblioteca Comunale Ciro Angelillis, nel complesso delle Clarisse.
Centinaia di cittadini hanno preso parte all’appuntamento dedicato all’approfondimento dei quesiti referendari, in particolare quello sulla separazione delle carriere in magistratura. Tra i relatori il professor Gianpaolo Impagnatiello, ordinario di Procedura Civile all’Università di Foggia, Miriam Lapalorcia, sostituto procuratore presso il Tribunale di Foggia, Antonietta Guerra, giudice presso il Tribunale Penale di Bari, e l’avvocato Giuseppe Mazzamurro, esponente del comitato promotore. A moderare l’incontro l’avvocato Giuseppe Aulisa. Le conclusioni sono state affidate al procuratore capo di Foggia Enrico Infante.
Un dibattito acceso ma razionale
Gli interventi hanno affrontato con taglio tecnico e divulgativo le questioni legate alla riforma, suscitando un confronto intenso ma sempre improntato alla razionalità. Particolarmente sentito l’intervento di Antonietta Guerra, che ha sottolineato anche il proprio legame personale con la comunità montanara.
Numerosi i cittadini intervenuti con domande e richieste di chiarimento, in un clima definito dagli organizzatori di “passione e partecipazione civile”. Al termine dell’incontro non sono mancati i ringraziamenti ai relatori per la chiarezza espositiva.
Il nodo della separazione delle carriere
Al centro del dibattito il quesito sulla separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante. Secondo il Comitato, dietro la proposta si celerebbe il rischio di un ridimensionamento dell’autonomia della magistratura.
Nel documento diffuso al termine dell’incontro, i promotori sostengono che la riforma potrebbe spostare l’azione penale dalla competenza del pubblico ministero, magistrato autonomo e indipendente dal potere esecutivo, verso la polizia giudiziaria, che dipende gerarchicamente dal Governo. Un passaggio che, a loro avviso, comporterebbe una subordinazione della giustizia al potere politico.
Il Comitato evidenzia inoltre che una eventuale vittoria del Sì potrebbe aprire la strada ad ulteriori modifiche costituzionali, tra cui la riforma del cosiddetto “premierato”, in un disegno che viene interpretato come volto a concentrare maggiori poteri nelle mani dell’esecutivo.
Verso il voto
L’appuntamento di venerdì ha fatto seguito a un primo incontro svoltosi il 14 febbraio, anch’esso partecipato. Per il Comitato, il coinvolgimento registrato rappresenta un segnale di attenzione e consapevolezza da parte della comunità locale.
I promotori annunciano che proseguiranno nelle prossime settimane con ulteriori iniziative pubbliche, con l’obiettivo di informare i cittadini e accompagnarli verso un voto ritenuto “informato e consapevole”.










