Regole chiare, tempi certi e gestione responsabile della risorsa idrica. Sono questi i punti al centro dell’incontro convocato dall’assessore regionale all’Agricoltura e Sviluppo rurale Francesco Paolicelli, insieme al dirigente della Sezione Risorse Idriche Andrea Zotti e alla dirigente ad interim del Servizio Irrigazioni e Bonifica Rosella Anna Maria Giorgio, per preparare l’avvio ufficiale della stagione irrigua in Puglia.
Al tavolo i rappresentanti dei Consorzi di bonifica Gargano, Capitanata e Centro Sud Puglia, le associazioni di categoria e l’Arif. Obiettivo: fare il punto sullo stato degli invasi e definire in maniera condivisa il “manifesto della stagione irrigua”, che stabilirà date di apertura e chiusura del servizio, turni di distribuzione e contributi dovuti dagli agricoltori.
“Abbiamo il dovere di governare insieme e con responsabilità l’utilizzo dell’acqua a fini agricoli – ha dichiarato Paolicelli –. I dati sulle precipitazioni sono incoraggianti, ma non possiamo permetterci sprechi né improvvisazioni. Servono programmazione e uniformità di azione tra i Consorzi”.
I dati degli invasi
Grazie alle condizioni meteo favorevoli, la disponibilità idrica risulta complessivamente migliore rispetto allo scorso anno in diversi bacini.
La diga di Occhito, nel Foggiano, registra 92 milioni di metri cubi contro i 53 milioni dello stesso periodo del 2025. Per garantire la stagione primaverile serviranno tra i 35 e i 40 milioni di metri cubi.
Marana Capacciotti conta 23 milioni di metri cubi (18,9 milioni lo scorso anno), Monte Cotugno 127 milioni (211 nel 2025) con una capacità irrigua programmata di circa 70 milioni, Conza 41 milioni (22 nel 2025), Pertusillo 91 milioni (53 nel 2025).
Il Capaccio (Celone) raggiunge 4,8 milioni di metri cubi contro i 920 mila dello scorso anno, San Pietro resta stabile a 4,1 milioni, mentre il Locone si attesta a 46 milioni.
Numeri che fanno ben sperare ma che impongono prudenza e coordinamento.
Le criticità da affrontare
Durante la riunione sono emersi anche nodi strutturali: il limitato utilizzo delle acque reflue, la vetustà delle infrastrutture irrigue e l’aumento dei costi energetici necessari per garantire l’acqua nei campi.
“L’acqua è una risorsa strategica e limitata – ha concluso Paolicelli –. Serve un patto istituzionale e territoriale che garantisca sostenibilità, equità e continuità produttiva alle nostre imprese agricole”.
La stagione irrigua si apre dunque con prospettive più favorevoli rispetto al passato, ma con la consapevolezza che solo una gestione programmata e condivisa potrà garantire stabilità al comparto agricolo pugliese.













