Delusione e amarezza in casa Foggia dopo la sconfitta interna maturata nel finale contro il Casarano. Una gara equilibrata, decisa ancora una volta da episodi nei minuti conclusivi, che complica il cammino dei rossoneri a poche giornate dalla fine del campionato.
A fine partita è lucida l’analisi di Michele Pazienza, che prova a spiegare le scelte e le difficoltà emerse.
L’analisi del tecnico
“La scelta dei cambi nel secondo tempo è stata fatta perché il Casarano continuava a schiacciarci sulle fasce e volevo avvicinare D’Amico alla punta – spiega – avevo chiesto ai miei giocatori, tra il primo e il secondo tempo, di tenere più palla ma anche per bravura del Casarano non ci stavamo riuscendo e abbiamo preso un secondo gol in cui si poteva fare meglio”.
Il tempo stringe e la classifica preoccupa. “Siamo preoccupati ma abbiamo bisogno di reagire – dice Pazienza – dobbiamo lottare fino all’ultima giornata ma partite come queste non si possono perdere. Siamo arrabbiati e delusi ma questi sentimenti vanno trasformati in lavoro”.
Il tecnico chiarisce anche l’ipotesi tattica del 3-4-3: “L’ho preso in considerazione ma per caratteristiche non abbiamo giocatori in mezzo al campo che favoriscono il fraseggio”.
Problemi mentali e gol a tempo scaduto
Resta il nodo psicologico, già emerso nelle ultime settimane. “L’unica strada è lavorare a testa bassa, dobbiamo capire che dobbiamo meritarci questa piazza – sottolinea – abbiamo il dovere di provarci fino alla fine. Non ho visto grandi passi in avanti rispetto a Crotone, le difficoltà vanno accettate e superate. Abbiamo preso gol in due situazioni a tempo scaduto, con più lucidità si potevano evitare”.
Brosco: “Non siamo una squadra morta”
Deluso anche il difensore Riccardo Brosco, oggi in campo con la fascia da capitano. “In questo momento è difficile fare un’analisi lucida – afferma – abbiamo pagato due episodi. Ci sta girando male, ma il secondo gol non si deve prendere”.
Per il centrale rossonero la squadra non è spenta: “C’è la voglia di uscire da questa situazione e quando vuoi vincere a tutti i costi poi rischi di rimanere fregato. Non ho visto una squadra morta, ha margini di miglioramento. Ora dobbiamo stare zitti, prenderci le critiche e lavorare”.
Sulle difficoltà attuali, Brosco non cerca alibi: “In questo momento non dobbiamo porci il problema se la difficoltà sia fisica o mentale, dobbiamo cercare di correggere gli errori e basta. Oggi abbiamo giocato bene ma manca sempre meno tempo. Se sbaglia un compagno poi ci deve essere un altro compagno che ripara il buco, e questo è un altro problema che dobbiamo risolvere”.
E conclude con un messaggio di responsabilità: “Dobbiamo pensare solo a dare il massimo. Io ci credo, altrimenti non sarei venuto qui”.









