Della polemica che per giorni ha incendiato i social, sul palco dell’Ariston, nemmeno un accenno. Vincenzo Schettini, il professore pugliese diventato celebre con il format “La fisica che ci piace”, è salito sul palco del Festival di Sanremo per parlare di attualità e dipendenza digitale, scegliendo un registro solenne e fortemente motivazionale che però, per molti, è apparso retorico e distante dalle contestazioni che lo hanno travolto nelle ultime settimane.
L’appello ai genitori e agli studenti
“Parlate sempre con i figli. La fisica dice che voi genitori siete il campo magnetico più importante per loro. Non dovete lasciarli soli”.
Dal palco dell’Ariston, nella serata dedicata alle cover, Schettini ha insistito sul dialogo familiare e sull’urgenza di contrastare isolamento e dipendenze. “Dobbiamo insistere con i nostri figli, dobbiamo trasferire loro energia. Le canzoni creano emozioni, anche le parole dette bene creano emozioni. Abituate i figli a tirare fuori le cose. Torneranno in camera facendo finta di non sentire, ma ripenseranno a quello che hanno detto mamma e papà”.
Un intervento costruito su metafore fisiche e frasi ad effetto, culminato nell’invito ai ragazzi a trasformare i sogni in progetti concreti: “Una volta individuato un sogno, iniziate a lavorarci, un passo alla volta, con grande pazienza. E ricordate che genitori e professori ci saranno sempre”.
Parole accolte con applausi in teatro, ma che online hanno riacceso le critiche.
La polemica sui voti e i social
La bufera nasce dalle dichiarazioni rilasciate nel podcast BSMT di Gianluca Gazzoli, dove il professore aveva affrontato il tema della cultura a pagamento e del rapporto con i propri studenti. In rete il passaggio è stato letto come un’ammissione di aver incentivato la visione dei suoi contenuti social con ricadute sulle valutazioni scolastiche.
“Il termine che ho usato è stato sicuramente infelice – aveva chiarito – non ho mai costretto nessuno, il tono era ironico, suppongo che probabilmente quello sia stato frainteso”.
Nonostante la precisazione, su TikTok sono riemersi vecchi spezzoni di dirette in cui Schettini incitava i ragazzi a interagire con le live, lasciando intendere che quell’attività avrebbe avuto un peso nelle valutazioni successive. Video che hanno alimentato l’accusa di incoerenza: parlare di dipendenza digitale mentre si costruisce da anni una presenza social da 3,4 milioni di follower.
Meme, ironia e satira
La reazione del web è stata affidata soprattutto all’ironia. Pinuccio ha commentato la presenza a Sanremo con una battuta: “Se guardi Sanremo in diretta un voto in più”, aggiungendo poi: “Un dipendente dai social che parla di dipendenza dai social”.
Anche Maurizio Crozza ha trasformato la vicenda in satira. Con il suo iconico ciuffo bianco ha invitato gli studenti a buttare gli smartphone “a meno che non guardiate me”, ironizzando sulla “fisica del mi piace”: “La lettera E, che sta per euro, è uguale alla massa del mi piace al quadrato. Questo dice la fisica del mi piace, perché sennò io vi boccio”. Nel video promozionale ha rincarato: “Tranquilli fratelli, a differenza del prof Schettini, se non guardate questo video i vostri voti rimangono uguali”.
Il silenzio sull’Ariston
Sul palco dell’Ariston, però, nessuna replica diretta alle polemiche. Nessun riferimento al “fraintendimento”, nessun chiarimento sul rapporto tra didattica e social network. Solo un discorso costruito su metafore magnetiche e richiami all’energia emotiva.
Ed è proprio questo scarto tra predica e pratica ad aver irritato una parte del pubblico online: l’immagine del professore che mette in guardia contro l’isolamento digitale mentre da anni chiede ai giovani di seguirlo, commentare e interagire sulle piattaforme.
Un cortocircuito che ha trasformato l’ospitata sanremese in un nuovo capitolo di una polemica destinata a non spegnersi con la fine del Festival.










