“Volevo liberarmi da questa storia, ma l’unica cosa che mi veniva in mente era il suicidio….”. Così Ciro Caliendo in una lettera scritta ad una parente e comparsa negli atti dell’inchiesta a suo carico. L’uomo è stato arrestato oggi con l’accusa di aver ucciso la moglie Lucia Salcone.
“Questo mi ha portato ad innamorarmi piano piano di un’altra donna… – scrisse l’imprenditore vitivinicolo di suo pugno -. La mia paura è che possa capitare qualcosa di brutto, in conseguenza della mia separazione, ai miei figli e ai suoi figli. Prima di sposarmi ho scoperto che le altre sorelle con il loro sangue mestruale facevano una cosa da far mangiare ai fidanzati… ho avuto problemi di salute inspiegabili… tutte le volte che mi sono visto di nascosto con l’altra donna sono successe cose stranissime… in venti anni di matrimonio ho avuto diverse occasioni di lasciarla, ma ogni volta che ci penso mi viene il panico senza capire il perché. Mi crolla il mondo addosso… Io vorrei vivere una storia d’amore benedetta da Dio con quest’altra donna, senza aver paura di cattiverie sovrannaturali di queste persone. Vorrei essere lucido; la mia mancanza di lucidità mi ha portato di nuovo ad avere problemi economici nel lavoro. Questa Angela mi è entrata nel cuore e non voglio che esca. Quindi la mia richiesta è di lasciare mia moglie, vivere con il bene del Signore vedendo realizzare i miei figli, risolvere i miei problemi di salute, i miei problemi economici, i miei problemi d’amore”.
Una lettera che, secondo gli inquirenti farebbe emergerebbe la “dichiarata volontà – pur di riavere la libertà – di essere disposto a tutto, fino a sacrificare la vita della moglie”, che l’uomo – secondo quanto accertato – avrebbe prima tramortito e poi dato alle fiamme, nella sua auto, quando era ancora viva, inscenando un incidente stradale.










