Per loro la passata di pomodoro ha il sapore della dignità. Nei prodotti della terra hanno ritrovato la speranza e superato le paure che anni fa le hanno portate in Puglia, in fuga da disagio, violenza e guerra. Si chiamano Xiomara e Yulia e hanno rispettivamente 38 e 31 anni. La prima arriva dalla Repubblica Dominicana, la seconda dall’Ucraina. Hanno partecipato al progetto, conclusosi a fine gennaio, ‘Sebben che siamo donne’, promosso dalla cooperativa sociale Pietra di Scarto di Cerignola, in provincia di Foggia, realizzato con il sostegno dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese e Metodista. Terminato il progetto, le due donne sono state assunte dalla cooperativa sociale che opera su un bene confiscato alla mafia di Cerignola, sul quale si coltivano olive, pomodori, orticole, uva e frutta e su cui è attivo un opificio per la trasformazione del pomodoro.
“Vengo dalla Repubblica Dominicana e la vita mi ha portato, dopo tante capriole, proprio a Cerignola – racconta Xiomara -. Sono stata contattata dagli operatori del centro educativo che frequentano i miei figli per una proposta di lavoro. Ero speranzosa e allo stesso tempo impaurita, perché la vita non è stata sempre generosa con me”. Nella cooperativa ha ritrovato “tranquillità, mi sono sentita subito a mio agio” dice. Xiomara, che ha quattro figli, ha lavorato alla produzione della passata di pomodoro, “una passata carica di dignità, amore e sudore”. Yulia arriva da Kharkiv, in Ucraina, ed è fuggita dalla guerra nel 2022 insieme a suo figlio di 11 anni, mentre il marito è rimasto in Ucraina.
“La mia avventura con la cooperativa Pietra di Scarto è iniziata grazie alla mia amica Costanza, che è operatrice in uno sportello gestito dalla Caritas – afferma Yulia -. In Ucraina avevo lavorato in settori completamente diversi, come quello della moda, prima come operatrice al pubblico e poi come manager, essendo io laureata in economia. In cooperativa è stato tutto una novità. Ho partecipato alla preparazione della salsa di pomodoro, alla conservazione della famosa oliva Bella di Cerignola e alla produzione di marmellata di pesche, uva e prugne. Ogni attività mi insegnava qualcosa di nuovo e mi faceva sentire parte di un progetto concreto”. “Abbiamo profondamente a cuore – spiega Pietro Fragasso, presidente della cooperativa – il tema della giustizia sociale e dei diritti, che per noi rappresentano la priorità assoluta. La nostra storia ormai trentennale ci ha insegnato come questi convergano necessariamente con il recupero sociale e lavorativo delle persone che stanno vivendo esperienze di fragilità, in particolar modo quando si tratta di donne”. Attualmente sono 10 i lavoratori in situazioni di fragilità presenti nella cooperativa, tra cui cinque tirocinanti con disturbi dello spettro autistico. (Ansa)













