Sono della provincia di Foggia i due malviventi sottoposti a fermo dai carabinieri del nucleo investigativo di Lecce per l’assalto ad un portavalori commesso questa mattina sulla superstrada tra il capoluogo salentino e Brindisi. Si tratta di Giuseppe Russo, 62 anni, e Giuseppe Iannelli, 39 anni. A quanto si apprende, sono stati bloccati, al termine di un inseguimento con i militari, mentre disarmati ma ancora col volto travisato, tentavano di fuggire a piedi nella campagne di Squinzano. Nella stessa zona sono state rinvenute anche due della auto utilizzate per l’assalto, una Jeep blu e un’Alfa Romeo Stelvio. I due fermati si trovano in caserma a Lecce. Secondo gli investigatori, la banda che ha assaltato il portavalori sarebbe stata composta da sei-otto persone.
Nell’assalto al portavalori commesso questa mattina sulla superstrada tra Lecce e Brindisi c’è una “giovane studentessa, vittima innocente di una rapina compiuta con modalità paramilitari mentre si recava all’università per sostenere un esame”. La giovane è stata fatta scendere dall’auto su cui si trovava e una parte della banda dei rapinatori ha usato il mezzo per fuggire. Ne dà notizia il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Toni Matarrelli, nell’esprimere “particolare vicinanza alla studentessa e ai carabinieri intervenuti, che hanno affrontato il commando armato con straordinario senso del dovere, rischiando concretamente la vita”. Un assalto che Matarrelli definisce “un episodio di inaudita violenza che ha messo seriamente a rischio la vita di cittadini, degli operatori dello Stato e dei vigilantes impegnati nella scorta al furgone portavalori. Il fatto che un proiettile abbia attraversato l’abitacolo di una pattuglia e che l’auto di un militare in borghese sia stata speronata – aggiunge – restituiscono con drammatica chiarezza la gravità dell’accaduto”.
“Azioni di questo tipo, che colpiscono direttamente la sicurezza collettiva, – continua – non possono essere tollerate né minimizzate. Gli arresti immediati di alcuni responsabili, effettuati dai carabinieri, testimoniano la pronta risposta dello Stato e la determinazione con cui forze dell’ordine e magistratura contrastano organizzazioni criminali che impiegano metodi di guerra sul nostro territorio. Saranno tuttavia necessari ulteriori sforzi sul piano della prevenzione e del contrasto. Ai vigilantes, alla comunità colpita e a chi ha vissuto momenti di terrore va la massima solidarietà. A chi indossa una divisa – conclude – e garantisce ogni giorno la sicurezza, anche a costo della propria vita, vanno il rispetto e il ringraziamento”.








