Dopo giorni di voci, interpretazioni e polemiche sotterranee, arriva la presa di posizione ufficiale di Studio360 e Partesasulla mancata organizzazione di “La Vieste en Rose” e “Vieste in Love” per il 2026. Una decisione che segna la fine di un percorso durato quasi dieci anni e che ha spinto anche il Comune di Vieste a intervenire pubblicamente per chiarire la propria posizione, fornendo una lettura differente dei costi e delle scelte amministrative.
La versione di Studio360 e Partesa: “Esclusi senza spiegazioni ufficiali”
Nel messaggio diffuso dagli organizzatori viene ricostruita passo dopo passo la vicenda. Come avvenuto negli anni precedenti, i progetti per l’edizione 2026 erano stati regolarmente protocollati nei tempi consueti. In assenza di risposte formali, solo dopo sollecitazioni sarebbe arrivata una comunicazione telefonica da parte dell’assessore Tano Paglialonga, che avrebbe informato Studio360 della volontà del sindaco Giuseppe Nobiletti di non affidare più l’organizzazione degli eventi.
Una decisione poi confermata ufficialmente dalle delibere comunali. Una scelta che Studio360 e Partesa dichiarano di accettare, pur sottolineando sorpresa e dispiacere per la chiusura improvvisa di un percorso decennale, privo – a loro dire – di una spiegazione ufficiale sulle motivazioni.
Nel documento viene inoltre evidenziata la scelta dell’amministrazione di aumentare in modo significativo l’investimento per l’edizione 2026, passando da circa 30.000 euro degli anni precedenti a 120.000 euro per una sola serata. Una decisione che gli organizzatori definiscono legittima, ma sulla quale esprimono dubbi in termini di risultati.
Il ruolo di Partesa e la questione economica
Studio360 e Partesa rivendicano il modello adottato negli anni precedenti, basato su una crescita graduale del contributo comunale, passato dai circa 20.000 euro del 2022 ai circa 30.000 euro del 2025, grazie al supporto di un partner privato radicato nel territorio come Partesa. Un sistema che, secondo gli organizzatori, avrebbe consentito di contenere in modo significativo i costi per il Comune, mantenendo al tempo stesso elevata la qualità dell’evento.
Viene inoltre respinta con forza l’ipotesi di un disimpegno di Partesa da Vieste. L’azienda, spiegano, ha semplicemente preso atto della decisione dell’Amministrazione comunale, senza alcuna rottura con il territorio. Allo stesso tempo, Studio360 chiarisce che nell’edizione 2026 non ci sarà alcun loro coinvolgimento, né organizzativo né comunicativo.
Il marchio registrato e i numeri record dell’evento
Nel chiarimento viene ricordato che il marchio “La Vieste en Rose”, così come “Vieste in Love”, è stato registrato nel 2023. Una scelta condivisa, spiegano, nell’interesse della città e dei suoi cittadini. Un progetto nato da zero e sviluppato congiuntamente da Studio360 e Partesa, che negli anni avrebbe prodotto risultati misurabili in termini di presenze, visibilità e ricadute economiche.
Gli organizzatori rivendicano i numeri dell’ultima edizione, definita la più internazionale di sempre, con oltre 20.000 partecipanti, più di 5.000 degustatori, 220 cantine provenienti da tutto il mondo, milioni di visualizzazioni sui canali digitali e strutture ricettive in overbooking. Un evento che ha attirato pubblico da numerosi Paesi europei ed extraeuropei e che ha ottenuto ampia visibilità su televisioni nazionali e testate internazionali, oltre a collaborazioni con realtà come Vinitaly, Ministeri, ICE, Slow Food e Concours Mondial de Bruxelles.
La replica del Comune: “Contributo pubblico più alto di quanto dichiarato”
Alla presa di posizione di Studio360 e Partesa ha risposto ufficialmente il Comune di Vieste, attraverso una nota firmata dall’assessore ai Grandi Eventi Tano Paglialonga. L’Amministrazione parla di chiarimenti necessari per offrire alla comunità un quadro completo e corretto della situazione.
Secondo il Comune, il sostegno pubblico all’evento sarebbe stato ben più ampio rispetto a quanto rappresentato dagli organizzatori. Oltre al contributo diretto di circa 36.600 euro annui, l’Ente avrebbe garantito servizi aggiuntivi, come bagni chimici, gruppi elettrogeni e allacci elettrici per wine corner e info point, per un valore stimato intorno ai 10.000 euro. Il sostegno complessivo pubblico, dunque, si sarebbe avvicinato ai 45.000 euro.
A questo, sottolinea l’Amministrazione, si aggiungevano introiti gestiti direttamente dall’organizzazione privata, come la vendita dei kit degustazione, le postazioni wine corner cedute alle cantine e ulteriori entrate derivanti da sponsor e partnership. Elementi che, secondo il Comune, porterebbero il volume economico complessivo dell’evento a cifre ben più elevate rispetto alla sola quota comunale.
La nuova organizzazione e la gestione degli introiti
L’assessore Paglialonga chiarisce inoltre che lo stanziamento previsto per l’edizione 2026 sarebbe inferiore al costo complessivo effettivamente sostenuto negli anni precedenti. Nella nuova impostazione, infatti, gli introiti derivanti dai kit degustazione verrebbero acquisiti direttamente dal Comune, riducendo la spesa finale a consuntivo e garantendo maggiore trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche.
Viene anche precisato che la proposta protocollata da Studio360 per il 2026 ammontava a 61.000 euro, escludendo, come in passato, introiti da kit, sponsor e postazioni. Una proiezione basata sugli stessi parametri economici, secondo il Comune, avrebbe comportato un impegno complessivo stimato in oltre 160.000 euro, superiore a quello oggi previsto.
La questione dei canali comunicativi e il futuro degli eventi
Nella parte finale della replica, l’amministrazione esprime rammarico per la rimozione di siti web e pagine social legate agli eventi, strumenti che negli anni avevano acquisito rilevanza anche grazie agli investimenti pubblici del Comune. Una scelta che, secondo Palazzo di Città, avrebbe prodotto un danno al patrimonio comunicativo costruito per la promozione territoriale.
Il Comune ribadisce infine che “La Vieste en Rose” e “Vieste in Love” si svolgeranno regolarmente anche nel 2026 e che nei prossimi giorni saranno comunicate tutte le informazioni ufficiali su date, modalità di svolgimento e iniziative collegate, assicurando che ogni decisione continuerà ad essere guidata esclusivamente dall’interesse della comunità.











