Non una bocciatura delle Zone 30, ma una questione puramente procedurale. È questo, secondo Nunzio Angiola, consigliere comunale a Foggia e segretario provinciale del movimento Cambia, il vero senso della recente decisione del TAR dell’Emilia-Romagna sul progetto “Città 30” di Bologna, richiamata in queste ore nel dibattito cittadino sulla sicurezza stradale dopo l’incidente mortale in corso del Mezzogiorno.
Angiola interviene con toni netti in seguito all’ennesima tragedia sulle strade foggiane, parlando di una vera e propria “scia di morti” e accusando l’amministrazione comunale di immobilismo.
Il chiarimento sulla sentenza del TAR
Secondo il consigliere, la pronuncia del TAR viene utilizzata in modo “falso e strumentale” per sostenere che i limiti a 30 km/h sarebbero stati bocciati dalla magistratura amministrativa. Una ricostruzione che Angiola definisce scorretta.
“La sentenza – spiega – non mette in discussione l’utilità o la legittimità delle Zone 30. Il TAR ha annullato il provvedimento solo perché adottato in maniera generalizzata, senza una motivazione tecnica puntuale strada per strada, come richiesto dal Codice della Strada”.
Zone 30 legittime se motivate
Nel merito, sottolinea Angiola, i giudici amministrativi ribadiscono che i limiti di velocità ridotti possono essere introdotti legittimamente, purché supportati da atti corretti e da una motivazione tecnica adeguata. Nessuna bocciatura, dunque, dello strumento in sé.
“In nessun passaggio – aggiunge – il TAR afferma che le Zone 30 siano inutili o dannose. Al contrario, resta confermata la loro efficacia”.
I dati sulla sicurezza stradale
A sostegno della propria posizione, Angiola richiama i dati scientifici e istituzionali, che continuano a certificare l’efficacia delle Zone 30 nella riduzione della gravità degli incidenti. “Salvano vite e producono benefici sanitari, ambientali ed economici – afferma – come confermato anche dal 22° Rapporto ISFORT”.
“A Foggia il problema è politico”
Per il consigliere di Cambia, il nodo non è giuridico ma politico. “Da due anni chiediamo l’introduzione delle Zone 30 e nessuno ha avuto il coraggio di decidere. Oggi l’Amministrazione comunale non ha più alcun alibi”.
Parole che arrivano all’indomani di un nuovo incidente mortale e a pochi giorni dalla tragedia che è costata la vita al giovane Simone Raucea. Eventi che, secondo Angiola, impongono una scelta immediata e non più rinviabile sulla sicurezza stradale.










