Si ferma, almeno per ora, il percorso di ratifica dell’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur. Il Parlamento europeo ha approvato la richiesta di un parere legale alla Corte di Giustizia dell’Unione europea sulla compatibilità dell’intesa con i Trattati comunitari, congelando di fatto l’iter dell’accordo in attesa della pronuncia dei giudici di Lussemburgo.
Un passaggio politico rilevante, reso possibile anche dal voto degli europarlamentari del Movimento 5 Stelle, che viene letto come un segnale forte a tutela del comparto agricolo europeo e, in particolare, di quello italiano e pugliese.
Il voto che congela l’accordo
La richiesta di parere alla Corte di Giustizia blocca la ratifica dell’accordo UE–Mercosur sia da parte degli Stati membri sia del Parlamento europeo. Una scelta che apre uno spiraglio concreto per rimettere in discussione un’intesa contestata da anni da agricoltori, associazioni di categoria e amministratori locali, preoccupati per l’impatto sui sistemi produttivi europei.
Secondo i critici, l’accordo nella sua formulazione attuale non garantisce parità di condizioni tra i produttori europei e quelli sudamericani, soprattutto in termini di standard ambientali, sanitari e sociali.
La protesta degli agricoltori a Strasburgo
Alla vigilia del voto, migliaia di agricoltori hanno manifestato a Strasburgo contro il Mercosur. Tra i presenti anche una delegazione del Movimento 5 Stelle, che ha denunciato quella che viene definita una “resa” del governo Meloni e delle forze politiche favorevoli all’accordo, accusate di ignorare le ricadute sui territori agricoli italiani.
Le preoccupazioni per la Capitanata
A sottolineare il peso della decisione è l’europarlamentare foggiano Mario Furore, che richiama l’attenzione sull’impatto che il Mercosur avrebbe sull’agricoltura della Capitanata, uno dei principali bacini produttivi del Paese.
Secondo Furore, l’ingresso massiccio di prodotti sudamericani rischierebbe di travolgere eccellenze come il grano duro del Tavoliere, il pomodoro da industria di Foggia, l’olio extravergine DOP Dauno, il Caciocavallo podolico, i formaggi dei Monti Dauni, il carciofo del Tavoliere e l’intera filiera cerealicola e agroindustriale che garantisce lavoro e reddito a migliaia di famiglie.
Standard e concorrenza sleale
Uno dei nodi centrali dell’accordo riguarda la tutela delle produzioni tipiche e il rispetto degli standard europei. Secondo i contrari al Mercosur, molti prodotti simbolo dell’agricoltura foggiana e pugliese non risultano adeguatamente protetti, esponendo i produttori a una concorrenza definita sleale, basata su regole meno stringenti in materia di ambiente, sicurezza alimentare e diritti del lavoro.
“Il Mercosur così va fermato”
Per Furore, il voto dell’Europarlamento rappresenta un messaggio politico chiaro: “Il Mercosur, così com’è, va fermato”. Una giornata definita “decisiva” per la difesa dell’agricoltura foggiana e pugliese, dei territori e della qualità delle produzioni italiane.
Ora la partita si sposta a Lussemburgo, dove la Corte di Giustizia dell’Unione europea sarà chiamata a valutare la compatibilità dell’accordo con i Trattati, in un passaggio che potrebbe segnare il futuro dell’intesa e delle politiche agricole europee.











