Incontro pubblico a Manfredonia dal titolo “Riforma Nordio: perché è giusto dire no?”, ospitato nella sala delle vetrate di Palazzo San Domenico, sede del Comune. L’iniziativa ha offerto un’analisi critica della riforma della giustizia proposta dal governo, soffermandosi in particolare sui nodi della separazione delle carriere, del ruolo del pubblico ministero e dell’equilibrio tra i poteri dello Stato. Temi che da mesi animano un acceso dibattito all’interno della magistratura, dell’avvocatura e del mondo accademico.
Gli interventi dei magistrati: “A rischio autonomia e indipendenza”
A intervenire sono stati il pm di “Giù le mani” (processo sui presunti intrecci illeciti tra politica e imprenditoria proprio a Manfredonia) Roberto Galli, magistrato sipontino e Roberta Bray, pubblico ministero nel procedimento penale relativo alla presunta “tangentopoli” al Comune di Foggia. Entrambi sono sostituti procuratori. I relatori hanno illustrato le ragioni giuridiche e istituzionali alla base delle forti perplessità espresse da una parte significativa della magistratura italiana.
Nel corso degli interventi è stato analizzato l’impatto che le modifiche previste dalla riforma potrebbero avere sull’autonomia e sull’indipendenza della funzione giudiziaria, oltre che sulle garanzie costituzionali del giusto processo. Un’attenzione particolare è stata riservata alla figura del pubblico ministero e al rischio di una sua progressiva subordinazione, con possibili ricadute sull’equilibrio complessivo del sistema. “Questa riforma mira a limitare l’indipendenza della magistratura”, il mantra. Una posizione netta che va ad aggiungersi alle perplessità manifestate dal nuovo procuratore capo, Enrico Infante nel giorno del suo insediamento.
Il dibattito e il confronto con il pubblico
A moderare l’incontro è stato Francesco Rinaldi, magistrato ordinario in tirocinio presso il Tribunale di Bari, originario di Mattinata. Tra i presenti anche numerosi rappresentanti delle istituzioni locali: il sindaco di Manfredonia Domenico La Marca, la vicesindaca Cecilia Simone, gli assessori Maria Teresa Valente e Matteo Gentile, altri membri dell’amministrazione comunale e l’ex deputato del Partito Democratico Michele Bordo.
Verso il referendum costituzionale
L’incontro si inserisce in un ciclo di appuntamenti pensati per promuovere informazione e consapevolezza sui principali nodi dell’attualità politico-istituzionale, con l’obiettivo di stimolare una partecipazione attiva e informata dei cittadini in vista del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia.
Il governo guidato da Giorgia Meloni punta a far svolgere il referendum nelle date del 22 e 23 marzo, una scelta che viene letta da molti osservatori come una risposta all’avanzata del fronte del no e alla progressiva riduzione del divario tra favorevoli e contrari alla riforma.
Le polemiche sulla data e la raccolta firme
Nelle ultime settimane, proprio la questione della data del referendum ha acceso polemiche politiche e istituzionali. Il tema è strettamente legato alla raccolta firme promossa da quindici avvocati: c’è tempo fino al 30 gennaio per raccogliere 500mila sottoscrizioni.
Un obiettivo che appare sempre più vicino. Le firme raccolte hanno già superato quota 327mila e il traguardo delle 500mila dovrà essere raggiunto entro il 31 gennaio. Un dato che conferma come il dibattito sulla riforma Nordio sia tutt’altro che marginale e destinato a restare centrale nelle prossime settimane.















