“Lodispoto deve dimettersi, non per le indagini in corso ma per almeno dieci motivi. Soprattutto perché ha contribuito ad alimentare nei cittadini la consapevolezza che la provincia Bat sia diventata un problema piuttosto che un’opportunità”. È un attacco frontale quello di Francesco Ventola, ex sindaco di Canosa, parlamentare europeo e segretario provinciale di Fratelli d’Italia, nei confronti del presidente della Provincia Bat e sindaco di Margherita di Savoia, Bernardo Lodispoto indagato per presunte tangenti.
Le dichiarazioni sono state rilasciate in un’intervista a La Gazzetta del Mezzogiorno, nella quale Ventola ricostruisce quello che definisce un vero e proprio fallimento politico e amministrativo dell’ente.
“In Provincia c’è un problema politico evidente”
Secondo Ventola, nella Bat esiste ormai una crisi politica strutturale. “C’è una sorta di abbandono dopo una rottura totale da parte di chi ha sostenuto Lodispoto negli ultimi sei-sette anni”, afferma, parlando di una perdita di fiducia progressiva e ormai irreversibile da parte di sindaci e consiglieri.
Una situazione che, a suo giudizio, è stata aggravata anche dalla riforma Delrio. “Non ha mai funzionato, ha tolto il diritto di voto ai cittadini e ha creato difficoltà enormi, soprattutto in una provincia come la Bat che era appena nata”, sottolinea.
Strade, scuole e fondi bloccati: l’elenco delle criticità
Fratelli d’Italia, ricorda Ventola, è sempre stata all’opposizione e ha più volte denunciato una gestione “sciatta” dell’ente. Tra le principali criticità indicate ci sono strade e scuole abbandonate, il mancato rispetto istituzionale nei confronti di sindaci e consiglieri, consigli provinciali convocati sistematicamente in seconda convocazione e concorsi banditi ma mai espletati.
Un modus operandi che, secondo il segretario provinciale di FdI, ha prodotto danni concreti al territorio e ha paralizzato l’attività amministrativa.
Opere ferme e risorse restituite
Tra gli esempi citati nell’intervista a La Gazzetta del Mezzogiorno, Ventola ricorda opere finanziate oltre dieci anni fa, quando era lui stesso presidente della Provincia, rimaste incompiute con lavori fermi, fondi bloccati e contenziosi in aumento.
A questo si aggiunge la mancanza di progettualità sul Pnrr e la restituzione, il 31 dicembre, di 900mila euro a fronte di un finanziamento Interreg da 3,3 milioni di euro per la realizzazione di un ostello nell’ex centro ricerche Bonomo di Andria.
“Non per le indagini, ma per responsabilità politica”
Ventola tiene a separare nettamente il piano giudiziario da quello politico. “Le indagini non possono essere il motivo delle dimissioni. La magistratura deve fare il suo lavoro”, afferma, ricordando anche vicende personali che non hanno mai portato a rinvii a giudizio.
Il nodo, ribadisce, è esclusivamente politico: Lodispoto non gode più della fiducia dei colleghi sindaci e della stragrande maggioranza dei consiglieri provinciali.
Un presidente senza numeri fino al 2027
Nonostante l’isolamento politico, il presidente della Provincia resterà formalmente in carica fino al 2027. La legge, infatti, non prevede la sfiducia. “Anche senza bilancio approvato e senza condivisione, può restare. Ci sorprenderebbe un suo sussulto di orgoglio”, osserva Ventola, parlando di una politica attaccata alla poltrona.
Alla domanda su chi oggi lo sostenga, la risposta è netta: “Un solo consigliere, eletto nella sua lista”. Ventola ricorda inoltre che Lodispoto vinse le elezioni provinciali per un solo voto, nonostante un quadro che vedeva il centrodestra largamente favorito.
L’appello al centrosinistra
L’intervento si chiude con un appello politico chiaro, rivolto anche al centrosinistra. “Si attivino per porre fine a un’esperienza dannosa per tutti”, afferma Ventola, chiedendo una presa di responsabilità collettiva per il futuro della Provincia Bat.













