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Home - Assalto al portavalori sull’A14, il colpo ha fruttato 400mila euro. Un “blitz militare” tra spari ed esplosioni

Assalto al portavalori sull’A14, il colpo ha fruttato 400mila euro. Un “blitz militare” tra spari ed esplosioni

Nessun ferito grave, ma l’azione riaccende l’allarme sulla sicurezza e richiama schemi già visti nelle rapine delle bande del Sud

Di Redazione
6 Gennaio 2026
in Cronaca
foto Rete8

foto Rete8

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Il mezzo blindato è divelto, ridotto a un ammasso di lamiere annerite e fuliggine. È ciò che resta dell’assalto armato messo a segno all’alba di ieri sull’A14, all’altezza di Ortona, dove l’autostrada si è trasformata per ore in un campo di battaglia. Un colpo da circa 400mila euro, pianificato nei dettagli e portato a termine da un commando armato che ha agito con modalità paramilitari. I residenti della zona parlano di “colpi di mitra” e di “un’esplosione fortissima”, poi il fumo, le auto in fiamme e l’angoscia di chi, per lunghi minuti, non ha capito cosa stesse accadendo.

L’agguato all’alba e l’esplosione del blindato

Sono da poco passate le 6 del mattino quando il mezzo blindato dell’azienda Aquila, società di vigilanza che fa capo al sindaco di Ortona, viene affiancato lungo l’A14. La banda entra subito in azione: numerosi colpi d’arma da fuoco, poi i chiodi sparsi sull’asfalto che costringono il portavalori a fermarsi. A quel punto i rapinatori lanciano fumogeni all’interno dell’abitacolo per immobilizzare i vigilantes e avere campo libero.

L’atto finale è l’esplosione della cassaforte. Un boato che, secondo i testimoni, si sente a grande distanza e che smembra completamente il mezzo. Per garantirsi la fuga, il commando blocca anche un camion in transito verso nord, costringendo l’autista a fermarsi e utilizzando il mezzo pesante per paralizzare il traffico lungo l’intera carreggiata.

La fuga e le auto incendiate

Dopo aver prelevato il bottino, i banditi si allontanano a bordo di due auto, poi date alle fiamme poco più avanti. Ad attenderli, secondo la ricostruzione, ci sono altri complici pronti a garantire la seconda fase della fuga, che avviene a bordo di due Alfa Romeo Giulietta. Uno schema collaudato, che richiama da vicino le azioni messe a segno negli ultimi anni lungo le grandi arterie del Centro-Sud.

Nessun ferito grave, autostrada chiusa per ore

Fortunatamente nessuno è rimasto ferito in modo grave. Due persone, una residente a Roma e l’altra in provincia di Chieti, sono state soccorse dal 118 per intossicazione da fumi sprigionati da fiamme e fumogeni e medicate sul posto. Sul luogo dell’assalto sono intervenuti gli agenti del Coa della Polizia di Pescara, i vigili del fuoco, il personale sanitario e i vertici delle forze dell’ordine, tra cui il sostituto procuratore di Chieti Giancarlo Giani, il questore Leonida Marseglia e il dirigente della Squadra Mobile Francesco D’Antonio.

Il tratto dell’A14 compreso tra Val di Sangro e Pescara Sud, in direzione Pescara, è rimasto chiuso per oltre sei ore, con pesanti ripercussioni sul traffico non solo lungo la Taranto-Bologna ma anche sulle strade statali della zona.

Un’azione che richiama le bande del Sud

Secondo ambienti investigativi, l’assalto presenta forti analogie con quelli attribuiti alle bande cerignolane, garganiche e della Bat, gruppi criminali noti per la capacità di colpire portavalori con operazioni coordinate, armi da guerra, esplosivi e una logistica complessa. Organizzazioni che, in più occasioni, avrebbero dimostrato di saper collaborare tra loro, condividendo uomini, mezzi e know-how.

Il tema della sicurezza dei vigilantes

L’episodio ha riaperto con forza il dibattito sulla sicurezza dei lavoratori impegnati nel trasporto valori. “Quanto accaduto – afferma Giusi Sferruzza, segretaria nazionale Fisascat Cisl – testimonia l’urgenza di riavviare il confronto in sede istituzionale sulle condizioni di sicurezza dei lavoratori che svolgono il delicato incarico di scorta e trasporto valori”. La richiesta di riconvocazione del tavolo al ministero dell’Interno, spiega il sindacato, è già stata avanzata senza ricevere risposte.

Sulla stessa linea anche la Filcams Cgil di Chieti, che chiede “con urgenza il rafforzamento degli standard di sicurezza, investimenti reali in mezzi e tecnologie, una revisione dei modelli organizzativi e un maggiore coordinamento tra sicurezza pubblica e vigilanza privata”.

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Tags: A14assalto portavaloribande cerignolanecronaca giudiziariaOrtonarapina armatasicurezza vigilanza
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