La traiettoria politica di Aboubakar Soumahoro torna a far discutere e, questa volta, riesce in un’impresa rara: mettere d’accordo destra e sinistra. Il parlamentare eletto nelle liste di Alleanza Verdi e Sinistra, oggi nel gruppo misto, guarda apertamente a un futuro lontano dall’area progressista che lo ha portato in Parlamento e lo fa con parole che segnano una netta discontinuità con il passato.
Dall’Usb ai simboli “con il tricolore”
Intervistato da Il Foglio, Soumahoro ha raccontato una fase che definisce di “rinascita” personale e politica. Dopo anni di esposizione mediatica e polemiche, l’ex sindacalista Usb, noto anche per le battaglie condotte tra gli immigrati di Torretta Antonacci e Borgo Mezzanone, due ghetti della provincia di Foggia, rivendica oggi una nuova prospettiva. “Gli ultimi anni, per me, sono stati una rinascita”, ha spiegato, lasciando intendere un cambio di orizzonte che guarda al centrodestra.
Il deputato ha annunciato che trascorrerà il Capodanno in Africa occidentale, tra Senegal, Costa d’Avorio e Guinea, ma soprattutto ha chiarito di essere pronto a candidarsi alle prossime elezioni politiche “con una dimensione di forze che portano in seno il tricolore”. Alla richiesta di chiarire meglio, ha aggiunto: “Con il tricolore. Faccia un check nei simboli dei partiti. Io sono un pragmatico. Guarderò il progetto”.
La chiusura del centrodestra pugliese
Parole che non hanno però trovato sponde immediate nel centrodestra pugliese. Il consigliere regionale Tommaso Scatigna ha chiuso senza mezzi termini a un possibile ingresso di Soumahoro nell’area conservatrice. “È un politico che si è distinto per scandali. Non c’è spazio a destra per i chiacchieroni e gli approfittatori della povera gente”, ha dichiarato, rivendicando una tradizione diversa della destra sociale.
Scatigna ha ricordato come “la destra sociale è sempre stata a difesa dei diritti di tutti i lavoratori” e ha citato l’esperienza della Cisnal, che già negli anni Novanta aveva un dipartimento dedicato agli immigrati. “Soumahoro non è compatibile con il nostro percorso”, ha concluso.
Il dissenso dei territori e degli ex alleati
La presunta svolta a destra del deputato ha provocato reazioni negative anche nei luoghi simbolo del suo passato politico. Da Torretta Antonacci nel Foggiano, dove Soumahoro aveva costruito parte della propria visibilità tra le categorie pro migranti, arrivano segnali di forte dissenso da parte di ex sodali e attivisti che non riconoscono più nel parlamentare il riferimento di un tempo.
Un cambio di rotta che appare dunque isolato e che, paradossalmente, finisce per unire le critiche provenienti da mondi politici opposti. In un solo colpo, Soumahoro è riuscito a mettere d’accordo destra e sinistra, ma contro di lui.











