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Home - Recupero dei detenuti possibile: alla Galleria dei Celestini storie e parole che rompono gli stereotipi

Recupero dei detenuti possibile: alla Galleria dei Celestini storie e parole che rompono gli stereotipi

Presentati a San Severo il progetto “Biblioteca Vivente” e il libro “Al di là delle sbarre”. Un confronto pubblico per raccontare il carcere oltre i pregiudizi e costruire percorsi concreti di reinserimento

Di Redazione
22 Dicembre 2025
in Cultura&Società, San Severo e Alto Tavoliere
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Il recupero dei detenuti non è solo un principio costituzionale, ma una possibilità reale. Se ne è discusso nella sala Ettore Basso della Galleria dei Celestini, nel cuore del Municipio di San Severo, in occasione di una doppia iniziativa dal forte impatto sociale: il lancio del progetto “Biblioteca Vivente” e la presentazione del libro “Al di là delle sbarre” di Luigi Talienti.

L’incontro ha riunito associazioni, mondo della scuola e cittadini attorno a un tema spesso raccontato solo attraverso stereotipi, offrendo invece uno sguardo diretto, umano e partecipato sulla realtà carceraria.

Il progetto “Biblioteca Vivente”

Promosso dall’Associazione Gentilezza è Cultura in collaborazione con la Casa circondariale di San Severo, il progetto “Biblioteca Vivente” nasce con l’obiettivo di raccogliere e valorizzare le storie personali dei detenuti, trasformandole in strumenti di dialogo e consapevolezza.

Il percorso si sviluppa nell’arco di 11 mesi e prevede diverse fasi: preparazione, raccolta delle testimonianze, editing dei racconti e attività di sensibilizzazione. Il lavoro confluirà in un libro collettivo, che sarà diffuso nelle scuole del territorio e accompagnato da iniziative contro i pregiudizi, per favorire l’ascolto reciproco e il reinserimento sociale.

“Al di là delle sbarre”, il racconto di chi il carcere lo vive

Durante l’incontro è stato presentato anche il volume “Al di là delle sbarre” di Talienti, che racconta esperienze maturate all’interno del carcere come educatore, volontario e legale. Un libro che restituisce dignità alle persone detenute e propone una narrazione lontana dalla retorica, capace di mostrare fragilità, percorsi di crescita e possibilità di cambiamento.

Il testo si inserisce in modo naturale nel solco tracciato dalla “Biblioteca Vivente”, rafforzando il messaggio che la rieducazione passa dalla conoscenza e dall’incontro.

Voci e confronto alla Galleria dei Celestini

All’evento hanno preso parte Arcangela De Vivo, referente del progetto, che ha sottolineato come la gentilezza e l’ascolto siano strumenti fondamentali di rieducazione, lo stesso Talienti, Giuseppe Modica per la Consulta delle Associazioni e Antonio Stornelli, esponente del mondo cooperativo.

Il dibattito, animato anche da rappresentanti della scuola, della formazione e dell’associazionismo, ha messo al centro i temi della giustizia, dell’inclusione e della responsabilità collettiva, evidenziando la necessità di costruire un ponte stabile tra il carcere e la comunità esterna.

Un progetto aperto al territorio

Il progetto “Biblioteca Vivente” prevede la distribuzione del libro finale nelle scuole e nelle librerie del territorio, oltre a un monitoraggio dell’impatto sociale dell’iniziativa. Non si esclude, inoltre, la possibilità di future repliche, con l’obiettivo di ampliare la rete e consolidare un modello di intervento culturale e sociale.

Un’esperienza che a San Severo ha dimostrato come raccontare le storie, ascoltarle e condividerle possa diventare il primo passo per abbattere barriere e restituire senso alla parola reinserimento.

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Tags: Associazione Gentilezza è CulturaBiblioteca ViventeCarceregiustizia socialeinclusioneLuigi Talentireinserimento socialeSan Severo
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