La comunità medica della provincia di Foggia rompe il silenzio e accende i riflettori sul futuro di Casa Sollievo della Sofferenza, uno dei più importanti presìdi sanitari del Mezzogiorno. In un comunicato stampa ufficiale, l’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Foggia attraverso il presidente Pierluigi De Paolis, manifesta “viva preoccupazione” per le prospettive che si stanno delineando all’interno dello storico ospedale di San Giovanni Rotondo, considerato un punto di riferimento essenziale per l’intera Capitanata.
Un presidio nato per dare sollievo alla sofferenza
Casa Sollievo della Sofferenza viene descritta come “un grande nosocomio nato dalle libere offerte di tante persone”, una struttura che oggi conta circa 900 posti letto e oltre 2.500 dipendenti. Al suo interno operano almeno 150 professionisti tra medici, biologi e tecnici coinvolti anche nella ricerca scientifica.
Secondo l’Ordine, si tratta del “più evidente miracolo favorito da San Pio da Pietrelcina per dare sollievo alla sofferenza della popolazione di Capitanata”, un’opera sanitaria nata ben prima dell’istituzione del Servizio sanitario nazionale e cresciuta fino a diventare un’eccellenza riconosciuta.
Il timore per i nuovi contratti e la fuga dei professionisti
La preoccupazione dei medici si concentra sulle ipotesi attribuite alla direzione strategica dell’ospedale, che prevedrebbero la disdetta dei contratti collettivi del personale sanitario di ispirazione pubblica, con la loro sostituzione con contratti di natura privatistica.
Una scelta che, secondo l’Ordine, risulterebbe “penalizzante sotto il profilo economico e giuridico” e che potrebbe favorire una fuga di professionisti, con una conseguente perdita di competenze oggi fondamentali per garantire cure e assistenza di altissimo livello.
Il ruolo dell’Ordine e l’interesse pubblico
L’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Foggia rivendica il proprio ruolo di “organo sussidiario dello Stato che agisce al fine di tutelare gli interessi pubblici”. In questa veste, esprime forte preoccupazione per il rischio che le scelte amministrative possano condurre “alla perdita della funzione di risposta di eccellenza ai bisogni di salute di una vastissima area geografica”.
Una prospettiva che, secondo i sanitari, lascerebbe la Capitanata priva di un presidio sanitario di riferimento, con gravi ricadute sull’intero sistema assistenziale del territorio.
La vicinanza agli operatori e l’appello alla Santa Sede
Nel comunicato, la comunità medica dauna esprime piena vicinanza agli operatori sanitari di San Giovanni Rotondo, che dopo anni di professionalità e dedizione vedono messi in discussione diritti economici e giuridici acquisiti.
Da qui l’appello finale alla Santa Sede, chiamata a un “illuminato intervento” che possa evitare “gravi ripercussioni sulle opportunità di salute della popolazione di Capitanata”, tutelando un patrimonio sanitario considerato irrinunciabile.












