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Home - Furti di gomme e cerchioni, chiesti cinque arresti: i fari della procura su una banda di cerignolani

Furti di gomme e cerchioni, chiesti cinque arresti: i fari della procura su una banda di cerignolani

Secondo l’accusa il gruppo rubava pneumatici per poi rivenderli online a ignari acquirenti. La pm Sabrina Cicala chiede il carcere per due indagati e i domiciliari per altri tre

Di Redazione
21 Dicembre 2025
in Cerignola e 5 Reali Siti, Cronaca
foto archivio

foto archivio

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Un nuovo filone d’indagine svela l’ennesima specializzazione della criminalità del basso Tavoliere: il furto seriale di pneumatici e cerchioni d’auto in diverse regioni italiane, con successiva rivendita online attraverso canali solo apparentemente leciti. A raccontarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno, che ricostruisce i dettagli dell’inchiesta coordinata dalla pm Sabrina Cicala, culminata nella richiesta di arresto per cinque cerignolani.

La magistrata ha chiesto al gip il carcere per Vincenzo Strafile, 38 anni, e Giuseppe Balzano, 44 anni, e gli arresti domiciliari per Vincenzo Di Gregorio, 52 anni, Pietro Cannone, 63 anni, e Francesco Lospinoso, 47 anni, contestando a tutti l’associazione per delinquere oltre a una lunga serie di reati satellite.

La decisione affidata al gip dopo gli interrogatori preventivi

Sarà il gip Odette Eronia a pronunciarsi sulle richieste della Procura. Il giudice ha già ascoltato i cinque indagati negli interrogatori preventivi previsti dalla legge Nordio. Secondo quanto riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, Strafile, Lospinoso e Cannone avrebbero ammesso solo parzialmente alcuni episodi, negando però l’esistenza di una banda organizzata. Balzano e Di Gregorio, invece, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. La difesa ha chiesto il rigetto delle misure cautelari.

Dieci indagati e colpi in mezza Italia

L’inchiesta coinvolge complessivamente dieci persone, accusate a vario titolo di associazione per delinquere, furto aggravato, falso, favoreggiamento, false dichiarazioni al pubblico ministero e impiego di beni di illecita provenienza. I cinque cerignolani per cui è stato chiesto l’arresto rispondono del reato associativo.

Gli episodi contestati sono undici furti e due tentativi di furto di pneumatici, commessi tra gennaio e aprile 2024 a Cerignola, Barletta, Matera, Macerata, Giulianova, San Salvo, Vasto, Montesilvano, Francavilla a Mare, Salerno e Caserta. L’impianto accusatorio poggia in larga parte su intercettazioni telefoniche e ambientali.

Le intercettazioni e la struttura dell’associazione

Nelle 190 pagine della richiesta di misure cautelari, la pm sintetizza così l’esito delle indagini: “L’indagine ha permesso di ricostruire una strutturata associazione dedita a rubare gomme, successivamente rivendute a terze persone ignare della provenienza delittuosa, mediante attività commerciale online di parvenza lecita”.

Secondo la procura, la banda avrebbe operato con ruoli ben definiti, mezzi dedicati e una pianificazione accurata dei colpi, scegliendo le tipologie di pneumatici più richieste dal mercato.

Il ruolo centrale attribuito a Vincenzo Strafile

Figura chiave dell’inchiesta è Vincenzo Strafile, indicato come “promotore e capo dell’associazione per delinquere”. Secondo l’accusa, garantiva la continuità operativa del sodalizio, reclutava i complici, assegnava gli incarichi, individuava i luoghi dei furti e impartiva le direttive, arrivando anche a sostituire chi rischiava di compromettere il buon esito dei colpi.

“La prima attività di monitoraggio – annota il pm – ha fatto emergere l’attivismo di Strafile nel predisporre un gruppo con ruoli e risorse tali da consentire i furti”. Dalle intercettazioni sarebbe emersa anche l’attività di rivendita delle ruote rubate su Facebook. Sul proprio profilo social, Strafile pubblicizzava la vendita di pneumatici e cerchioni, offrendo anche la spedizione tramite corriere, pur non avendo partita Iva né alcuna carica societaria. Non è emerso, secondo l’accusa, alcun canale di approvvigionamento lecito.

I compiti degli altri indagati

Accanto a Strafile avrebbero operato gli altri quattro cerignolani. Vincenzo Di Gregorio avrebbe pianificato i furti insieme al presunto capo, gestendone l’esecuzione, recuperando i complici, reperendo le auto da utilizzare e coinvolgendo nuove persone. Giuseppe Balzano, arrestato in flagranza a Bari e già sottoposto ai domiciliari, avrebbe messo a disposizione il garage per nascondere le auto usate nei colpi. Francesco Lospinoso e Pietro Cannone, insieme a un minorenne la cui posizione è stata stralciata, avrebbero partecipato materialmente ai furti, attenendosi alle direttive impartite dall’organizzazione.

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Tags: associazione per delinquereCerignolacriminalità del basso Tavolierecronaca giudiziariafurti di pneumaticila gazzetta del mezzogiornoSabrina Cicala
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