Orti urbani e spazi destinati alle associazioni del terzo settore. Doveva essere questo il senso della riqualificazione del centro polifunzionale di Foggia in via Petrucci nel cuore del Candelaro, che da qualche giorno è diventato la sede dell’assessorato ai Servizi Sociali.
È deluso il capogruppo dei Fratelli d’Italia Claudio Amorese, che aveva visto nascere quel progetto inserito così come lo Slow Park in quel mega intervento da 17 milioni di euro degli investimenti previsti per le città dall’allora governo Renzi col piano “da periferia a periferia”.
“Hanno snaturato quello che si era immaginato per il Candelaro”, osserva il meloniano. Il progetto, come si legge ancora nella relazione generale del Comune, era costituito da aule e laboratori didattici destinati alle funzioni di attività gastronomiche e ricreative con la collaborazione di associazioni di quartiere.
La proposta di utilizzo della struttura, rappresentava una direzione di un polo
sociale/culturale/espressivo polivalente capace di creare un progetto che puntava anche a “fare imparare” scoprire e trasformare le potenzialità dei singoli, della comunità e del territorio.
Doveva essere “un luogo in cui ci siano persone capaci di raccogliere proposte del cittadino interessato, iniziative nelle quali anche i giovani si possano sentire protagonisti, nell’organizzazione per le iniziative del tempo libero, proposte in forma di progettazione partecipata”.
Addirittura si ipotizzavano “iniziative di approfondimento e studio della cucina etnica o tradizionale, feste a tema, degustazioni eno-gastronomiche, incontri per la promozione della tolleranza e dell’integrazione per sensibilizzare e favorire il rispetto della diversità”.
Anche lo spazio all’aperto doveva essere inquadrato per la fruizione del bacino di utenza del quartiere. “Nulla è stato realizzato, abbiamo inoltre speso moltissime risorse per la guardiania. Le strutture chiuse da quando si è insediato il campo largo sono tante, il campo croci nord, il centro antivioleanza, lo slow park fino a pochi giorni fa e il centro polivalente di quartiere la cui apertura parziale è ferma da febbraio 2024. Cosa rallenta la macchina amministrativa?”, si chiede Amorese.










