Un incontro tra musica, parola e spiritualità. È “Federico II e il Poeta”, lo spettacolo che andrà in scena mercoledì 10 dicembre 2025 al Teatro dell’Opera di Lucera, produzione originale firmata Kino Music e concepita in esclusiva per Lucera Capitale. L’opera nasce da una libera reinterpretazione de “Il cavaliere dell’intelletto” di Manlio Sgalambro e Franco Battiato, mantenendo intatta la vocazione di dialogo tra culture che ha reso unico il lavoro originale, e offrendone una nuova lettura in equilibrio tra sacro, filosofia e canzone d’autore.
Musiche di Battiato, nuova voce del racconto
La narrazione è affidata alla voce recitante di Cosimo Damiano Damato, che guida il pubblico attraverso il mondo spirituale e visionario dell’Imperatore svevo. A scandire la trama sono alcune delle più celebri pagine del repertorio di Franco Battiato, tra cui “Voglio vederti danzare”, “Tutto l’universo”, “No time no space”, “Stranizza d’amuri” e “La cura”. I brani sono interpretati da Erica Mou e Anna Castiglia, mentre gli arrangiamenti e le esecuzioni live sono del Maestro Angelo Privitera, storico collaboratore di Battiato.
Federico II, ponte tra mondi e epoche
La rilettura di Damato sceglie un approccio più intimo rispetto alla versione originale: un “concept spirituale” costruito sulle pagine più mistiche del canzoniere battiatesco, tra gemme nascoste e canzoni in siciliano che illuminano il racconto di nuove sfumature. La scena è essenziale, fatta di luce e parola. Al centro, un Federico II sognante e carnale, epico e smarrito, mistico e intellettuale. Un uomo sospeso tra morte, conoscenza e Dio, raffigurato nella sua dimensione più universale.
L’opera fa danzare la civiltà cristiana e la cultura islamica, Oriente e Occidente, evocando quel mondo arabo che influenzò profondamente l’imperatore svevo e il suo Rinascimento culturale. La visione laica e pacificatrice di Federico II risuona, oggi più che mai, come un possibile sentiero per comprendere il presente e il futuro dell’umanità.
La poetica dello spettacolo
“È la sua universalità che mi ha colpito”, racconta Damato. “Ho voluto scrutare il gioco, il mistero di questa grande intelligenza, che si è dimostrata lucida in un periodo storico pieno di demoni”. Una dichiarazione che riassume l’anima dello spettacolo: un viaggio nell’intelletto e nella spiritualità, tra musica, filosofia e memoria storica.












