Sul futuro dell’Azienda Servizi Ecologici SpA esplode lo scontro politico a Manfredonia. I consiglieri comunali Massimiliano Ritucci (AgiAMO) e Antonio Tasso (Sipontum) puntano il dito contro l’amministrazione del sindaco Domenico La Marca, accusata di “immobilismo imbarazzante” dopo l’assemblea dei soci del 31 ottobre 2025, in cui il Comune è diventato unico proprietario della partecipata ASE.
In quell’occasione l’amministratore della società aveva chiesto l’assunzione stabile di 13 unità per garantire un organico minimo e assicurare la continuità del servizio, soprattutto nei periodi critici come Natale ed estate. Ma – denunciano i consiglieri – la risposta del Comune è stata un “no” alle assunzioni a tempo indeterminato e un susseguirsi di formule vaghe: “ci si riserva”, “si valuterà”, “si attende il parere del controllo analogo”.
La questione approda in aula: una risposta giudicata vaga e contraddittoria
Il 5 dicembre Ritucci ha portato il caso in consiglio comunale, interrogando l’assessora ai servizi di igiene urbana Rita Valentino (PD), assente in aula e sostituita dal sindaco La Marca.
La replica del primo cittadino – lunga e, secondo l’opposizione, poco lineare – ha confermato l’assenza di decisioni immediate. La Marca ha spiegato che: si attende il parere del controllo analogo, che ha chiesto nuova documentazione; si attende che gli altri Comuni dell’ARO stanzino fondi per affidare a un tecnico il piano industriale; si attende un nuovo concorso, poiché la proroga della graduatoria non sarebbe più possibile
Tutto, infine, dovrà passare dal consiglio comunale. Un elenco di attese che, secondo i consiglieri interroganti, non risolve nulla.
La replica: “Così si paralizza un servizio essenziale”
Durissimo l’intervento conclusivo di Ritucci, che parla senza mezzi termini: “La scelta di non decidere è essa stessa una decisione”. Secondo il consigliere, l’amministrazione ignora che l’ASE non sta chiedendo nuove assunzioni, ma solo il turnover previsto dal piano del 2021. Una mancata sostituzione del personale che costringerebbe la società a ricorrere a costose agenzie interinali, con rischi economici e ricorsi già in corso.
Criticata anche la narrazione sul controllo analogo, ritenuto “un organismo di verifica, non un decisore politico”. E ancora: “Perché non risultano pubblicati i pareri sulle progressioni di livello in azienda? Dove sono finiti trasparenza e atti ufficiali?”.
Per Ritucci “parlare ogni volta di nuovi motivi ostativi – prima la relazione dell’architetto Pacella, ora il controllo analogo – significa non assumersi alcuna responsabilità politica sulla gestione del servizio”.
Il PD rompe il silenzio e il caso si allarga
Ritucci e Tasso definiscono “positiva” la presa di posizione pubblica del Partito Democratico, maggiore forza della coalizione di governo, che chiede chiarezza e indirizzi concreti sulla vicenda ASE. Una mossa che, secondo i consiglieri, conferma le criticità da loro sollevate. E arriva anche una stoccata: “A questo punto – affermano – viene il dubbio sulle reali cause dell’assenza dell’assessore Valentino”. Il caso politico è aperto. Il video integrale dell’interrogazione è disponibile sulle piattaforme social del consiglio comunale.











