Dopo dieci giorni di ricerche e angoscia, è arrivata la notizia che ha riportato il respiro all’intera comunità di Nardò: Tatiana Tramacere è viva. La giovane è stata trovata all’interno della mansarda della casa di Dragos Ioan Gheormescu, trentenne di origini rumene, amico della ragazza. Il caso, seguito a livello nazionale anche dal Corriere della Sera, era diventato sempre più intricato nelle ultime ore, fino alla svolta arrivata grazie alla perquisizione effettuata dai carabinieri del Ris.
Secondo quanto riferito dal colonnello Andrea Siazzu, comandante provinciale dei carabinieri di Lecce, Tatiana è stata trovata “in apparenti buone condizioni di salute”. Restano però da chiarire le modalità della sua permanenza in quella casa: se si sia trattato di un allontanamento volontario, ipotesi al momento considerata la più probabile, oppure se vi siano stati elementi riconducibili a un sequestro.
La posizione di Dragos e i dubbi investigativi
Dragos, già ascoltato a lungo in caserma, aveva nei giorni scorsi consegnato il suo telefonino ai carabinieri, che sospettavano potesse contenere indizi relativi a un’eventuale istigazione al suicidio. Le verifiche all’interno della sua abitazione hanno permesso di accertare che Tatiana fosse libera di muoversi in casa in assenza del giovane. Resta tuttavia da chiarire se la ragazza abbia scelto autonomamente di rifugiarsi da lui o se vi siano state pressioni o accordi preesistenti.
Lo stesso Dragos aveva raccontato in un’intervista televisiva di aver trascorso con Tatiana la serata del 24 novembre, giorno della scomparsa, nel parco di via Raho. In quell’occasione, la giovane avrebbe espresso il desiderio di raggiungere Brescia per incontrare ex compagni di università e un presunto ex fidanzato, un carabiniere che sarebbe stato all’oscuro della sua intenzione di partire. I genitori della ragazza avevano confermato la prenotazione di un viaggio verso la Lombardia, mai utilizzato secondo gli investigatori.
La gioia della famiglia e le polemiche sui ritardi nella denuncia
Il ritrovamento di Tatiana, inizialmente offuscato dalla diffusione della falsa notizia del ritrovamento di un corpo, ha riacceso la speranza e la commozione. “È stato un regalo di Natale”, ha dichiarato il padre Rino Tramacere, felice di sapere la figlia sana e salva e in procinto di tornare a casa. La giovane è stata trasportata in ospedale per accertamenti, ma le sue condizioni non desterebbero preoccupazioni.
Non mancano però le polemiche sulla tempistica con cui la famiglia aveva denunciato la scomparsa: l’allontanamento della ragazza risaliva al 24 novembre, mentre la denuncia era stata formalizzata quattro giorni dopo. Un ritardo che, secondo fonti investigative, avrebbe complicato le prime fasi delle ricerche.
Un gesto impulsivo o una messinscena? Le ipotesi ancora aperte
Gli inquirenti non escludono alcuna pista. L’allontanamento potrebbe essere stato una scelta impulsiva, come aveva ipotizzato lo zio Sandro Tramacere parlando al Corriere, o una forma di rottura con l’ambiente familiare e sociale. Tatiana, appassionata di filosofia e di poesie d’amore, molto attiva su Instagram con oltre 54mila follower, potrebbe aver vissuto un periodo di fragilità personale.
Per ora resta una certezza: la vicenda non è ancora completamente chiarita. Ma la buona notizia, quella che davvero conta per i suoi familiari e per la comunità di Nardò, è che Tatiana è viva.










