Nel loro ritorno a casa, Pio D’Antini e Amedeo Grieco hanno firmato il loro esordio alla regia con “Oi vita mia”, pellicola che sta conquistando pubblico e critica. Un film che strappa risate spontanee e autentiche, ma che allo stesso tempo induce a riflettere, a commuoversi e a osservare la loro terra con uno sguardo rinnovato. Un debutto registico che ha sorpreso anche gli osservatori più esigenti, quelli che difficilmente concedono sconti, neppure ai maestri del cinema.
Il riconoscimento della città
La Città di Foggia ha voluto applaudere pubblicamente il duo comico, oggi registi, ringraziandoli per aver raccontato la loro terra con orgoglio, sensibilità e un linguaggio capace di parlare a tutti. Il messaggio positivo, la scelta di coinvolgere attori, maestranze e addetti ai lavori del territorio e la valorizzazione dell’identità foggiana attraverso la forza delle immagini sono stati sottolineati come elementi centrali del loro lavoro.
Il cinema come motore di promozione territoriale
Nel commento ufficiale, l’amministrazione ha ricordato gli sforzi compiuti negli ultimi anni per sostenere e rilanciare la produzione cinematografica locale. Foggia ha aderito convintamente all’Apulia Film Commission e ha rafforzato il proprio ruolo in festival e rassegne del settore, dal Foggia Film Festival al “Monde”, fino alla prima edizione foggiana della rassegna “Schermi”, accolta con grande partecipazione.
Il film di Pio e Amedeo arriva dunque in un contesto cittadino che investe sempre di più sulla cultura cinematografica come strumento di promozione, identità e sviluppo.
Un plauso al cinema e ai suoi valori
“Oi vita mia” rappresenta un’opera che, pur nella leggerezza, riesce a restituire un affresco sincero della Capitanata. Il Comune ha voluto sottolineare come il progetto del duo foggiano non sia solo un successo artistico, ma anche un tributo alla loro comunità d’origine e un tassello importante nel racconto moderno del territorio.
Un plauso, dunque, non solo al buon cinema, ma ai valori che esso è in grado di trasmettere quando nasce da uno sguardo autentico e profondamente legato alle proprie radici.











