Questa mattina i carabinieri del R.O.S, col supporto in fase esecutiva del Comando Provinciale Carabinieri di Foggia, hanno dato attuazione a dei provvedimenti di esecuzione di pene concorrenti con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione emessi dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Bari a carico di 7 persone in seguito alla sentenza diventata definitiva nell’ambito del processo “Omnia Nostra”, la quale ha rivelato, per alcuni dei condannati, l’appartenenza all’associazione mafiosa denominata “Romito-Lombardi-Ricucci”, oggi ridefinita in Lombardi-Scirpoli-La Torre.
Il 14 novembre scorso la Corte di Cassazione ha riconosciuto la complessiva correttezza delle decisioni dei giudici di primo e secondo grado assunte con le sentenze del Tribunale di Bari e della Corte di Assise di Appello di Bari in ordine agli indagati che hanno scelto il processo con rito abbreviato, dichiarandone l’inammissibilità dei ricorsi presentati.
Le accuse per gli imputati erano, a vario titolo, di associazione mafiosa pluriaggravata, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, favoreggiamento della latitanza, ricettazione, reati in materia di armi e danneggiamento a seguito di incendio, con l’aggravante mafiosa.
L’ufficio esecuzioni penali della Procura Generale ha anche chiesto alla Corte di Appello per 2 condannati la revoca dei benefici (liberazione anticipata e sospensione condizionale) che erano stati precedentemente concessi nell’arco temporale di permanenza del vincolo associativo.
Ecco i destinatari degli ordini di carcerazione: Luciano Caracciolo, 56enne (pena anni 6 mesi 7 giorni 3 di reclusione), condannato per i reati di cui agli artt. 74 comma 2 d.p.r. 309/1990 aggravato dal metodo mafioso e plurime azioni di spaccio di sostanza stupefacente ex art. 73 d.p.r. 309/1990; Michele D’Ercole, 44enne (pena anni 7 di reclusione), condannato per associazione per delinquere di stampo mafioso e per estorsione aggravata dal metodo mafioso; Antonio La Selva, 43enne detto “Tarzan”, pentito (pena anni 4 e mesi 8 di reclusione), condannato per associazione per delinquere di stampo mafioso e per estorsione aggravata dal metodo mafioso; Andrea Quitadamo alias “Baffino junior”, 36enne, pentito (cumulo pena anni 4 mesi 10 di reclusione), condannato per associazione per delinquere di stampo mafioso, ricettazione e detenzione di armi; Francesco Notarangelo detto “Natale”, 59enne, pentito (cumulo pena anni 7 mesi 11 giorni 7 di reclusione), condannato per associazione per delinquere di stampo mafioso e favoreggiamento aggravato; Pietro Rignanese, 41enne (cumulo pena anni 12 mesi 5 di reclusione), condannato sia per associazione per delinquere di stampo mafioso sia per l’associazione ex art. 74 comma 2 d.p.r. 309/1990 aggravato dal metodo mafioso oltre che plurimi reati fine; Moreno Sciarra, 33enne (cumulo pena anni 9 mesi 5 giorni 21 di reclusione), condannato per i reati di cui agli artt. 74 comma 2 d.p.r. 309/1990 aggravato dal metodo mafioso e plurime azioni di spaccio di sostanza stupefacente ex art. 73 d.p.r. 309/1990.
“L’importanza della sentenza portata in esecuzione – riporta una nota dei carabinieri – sta nel fatto che essa sancisce in via irrevocabile l’esistenza dell’associazione mafiosa denominata “Romito-Lombardi-Ricucci”, operante a partire dal 2008 in Manfredonia e comprensorio garganico”.
È ancora in corso presso il Tribunale Collegiale di Foggia il processo con rito ordinario nei confronti di altri 24 imputati tra cui i boss Matteo Lombardi, Pietro La Torre e Francesco Scirpoli per i quali la DDA ha chiesto 30 anni di reclusione per i primi due e 19 per il terzo.












