Alle 12 di domenica l’affluenza nelle tre Regioni chiamate al voto mostra un netto arretramento. In Puglia ha votato l’8,52% degli aventi diritto, in calo rispetto all’11,29% registrato alla stessa ora nelle precedenti regionali. Nel Foggiano dato fermo al 7,18%, giù rispetto al 10,66% della volta precedente. In Veneto l’affluenza si ferma al 10%, lontana dal 14,70% della rilevazione delle 12 del 2020. In Campania, con 5.600 sezioni su 5.825, si presenta alle urne l’8,24% degli elettori, contro l’11,31% della tornata precedente. Un quadro che conferma la tendenza a una partecipazione più bassa nelle prime ore di voto.
Le urne aperte e la sfida per i nuovi Governatori
Seggi aperti in Veneto, Campania e Puglia, dove oltre tredici milioni di elettori sono chiamati a scegliere i successori di Luca Zaia, Vincenzo De Luca e Michele Emiliano, impossibilitati a ricandidarsi a causa del divieto di terzo mandato. Si vota oggi fino alle 23 e domani dalle 7 alle 15. Lo spoglio inizierà subito dopo e nella serata di lunedì arriveranno i nomi dei nuovi Governatori e le nuove maggioranze consiliari.
In Veneto i cittadini possono ancora trovare sulla scheda il nome di Luca Zaia, candidato capolista della Lega in tutte le province, pur non essendo più in corsa per la presidenza. La sfida per il vertice regionale è tra Alberto Stefani per il centrodestra e Giovanni Manildo per il centrosinistra.
In Campania il centrosinistra, assieme al Movimento Cinque Stelle, punta su Roberto Fico, ex presidente della Camera, per difendere il governo regionale. Il centrodestra propone invece il viceministro agli Esteri Edmondo Cirielli.
In Puglia il campo largo, ricomposto dai renziani ai Cinque Stelle, ha scelto l’europarlamentare ed ex sindaco di Bari Antonio Decaro come erede del ventennio amministrativo che ha visto alternarsi Nichi Vendola e Michele Emiliano. Per il centrodestra corre l’ex presidente della Fiera del Levante Luigi Lobuono.
La legge elettorale regionale, identica nelle tre Regioni e basata sull’elezione diretta a turno unico, restringe la sfida reale ai due candidati delle principali coalizioni. Dopo il voto di settembre in Marche, Calabria e Toscana, che ha confermato i Governatori uscenti, queste tre Regioni chiudono il ciclo elettorale del 2025 con l’unica certezza del cambio ai vertici.











