Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al giudice per le indagini preliminari di Larino i fratelli Francesco Di Michele e Lorenzo Di Michele, 23 e 28 anni di Ordona, insieme al compaesano Pasquale Schiavone. Ha invece deciso di parlare Antonio Battaglini, 37 anni, di Orta Nova, che ha negato ogni legame con l’esplosione in cui rimase ferito dopo un assalto fallito a un bancomat, sostenendo di aver avuto “un incidente sul lavoro”. Sono questi i punti principali degli interrogatori di garanzia dei quattro uomini arrestati il 20 novembre dai carabinieri del Molise su ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Rosaria Vecchi.
La banda degli otto colpi esplosivi secondo gli inquirenti
Secondo la ricostruzione investigativa, i quattro farebbero parte di un gruppo criminale che tra aprile e agosto 2024 avrebbe fatto saltare in aria otto sportelli bancomat e postamat nel Foggiano, in Irpinia, in Basilicata e in Molise. Cinque i colpi riusciti, con un bottino complessivo di oltre 193mila euro; tre invece i tentativi falliti, fra cui quello nel quale Battaglini avrebbe riportato le ferite ora oggetto di contestazione.
L’indagine “Marmotta” e i nuovi sviluppi giudiziari
L’inchiesta, battezzata “Marmotta” per via della pala esplosiva artigianale utilizzata per scardinare gli sportelli atm, coinvolge in totale undici persone: sette foggiani, due bulgari e due romeni residenti in Capitanata. Le accuse, a vario titolo, sono associazione per delinquere, furti e tentati furti aggravati, oltre alla detenzione di materiale esplosivo.
Il gip del Tribunale di Larino si è dichiarato incompetente per territorio, ritenendo che la base dell’associazione per delinquere sia nel Foggiano. Ha quindi trasmesso tutti gli atti alla magistratura dauna.
Ora tocca al giudice di Foggia
Entro venti giorni il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia dovrà confermare le misure cautelari emesse in Molise. In mancanza della convalida, le ordinanze perderanno efficacia.













