La vicenda giudiziaria che coinvolge l’ex sindaco di Cerignola Franco Metta si infiamma e travolge la scena politica foggiana. La Procura di Foggia lo ha iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di stalking, a seguito della denuncia presentata dalla moglie dell’attuale sindaco Francesco Bonito.
L’accusa di stalking e i video di Metta sui social
Nell’atto notificato all’ex sindaco, la procura contesta una serie di comportamenti ritenuti persecutori nei confronti della donna: minacce, molestie, un presunto stato di terrore indotto e un condizionamento delle abitudini di vita. Metta, però, respinge in blocco le accuse e in questi giorni ha pubblicato diversi video sui social, mostrando il provvedimento notificato e parlando di un tentativo di “limitare la democrazia e il diritto di critica”.
Nei suoi interventi, Metta sostiene che l’inchiesta sarebbe il risultato di un atteggiamento compiacente della procura nei confronti dell’ex magistrato Francesco Bonito, oggi sindaco di Cerignola. Accuse gravi, accompagnate dalla minaccia di portare l’intera vicenda al Consiglio Superiore della Magistratura e alla Procura Generale di Bari. In diretta, ha anche esibito un fascio di carte che definisce “archiviazioni e assoluzioni”, presentandole come prova della “persecuzione giudiziaria” nei suoi confronti.
Il sostegno dei suoi follower e l’appello alla moderazione
Metta ha riferito di aver ricevuto molti messaggi di solidarietà, anche da parte di avvocati che avrebbero giudicato singolare l’imputazione contestata. Ha però invitato i suoi sostenitori a moderare i toni dopo aver notato commenti ritenuti eccessivi. “Non bisogna esagerare”, ha dichiarato, chiedendo di mantenere una soglia più bassa nelle reazioni sui social.
La presa di posizione dell’ANM: “Attacchi veementi e ingiustificati”
Stamattina è arrivata la replica istituzionale. La Giunta dell’Associazione Nazionale Magistrati del Distretto di Bari e la sottosezione di Foggia hanno diffuso una nota durissima in difesa del sostituto procuratore Giovanni Perdonò, titolare delle indagini, destinatario – secondo l’ANM – di “veementi aggressioni verbali” da parte di Metta.
L’associazione denuncia il rischio che simili attacchi, definiti “ingiustificati e offensivi”, possano minare la fiducia dei cittadini nell’operato della magistratura. “La critica al merito degli atti giudiziari è sempre legittima – si legge – ma non può trasformarsi nell’attribuire ai magistrati motivazioni diverse dall’applicazione della legge”. L’ANM esprime inoltre forte preoccupazione per quelle “personalizzazioni” che, a suo giudizio, delegittimano la funzione pubblica affidata alla giurisdizione.
Un caso destinato a far discutere
La vicenda è destinata a rimanere al centro del dibattito nelle prossime settimane. Mentre la procura prosegue gli accertamenti, Metta promette nuove rivelazioni e annuncia la pubblicazione integrale del testo dell’avviso ricevuto. Al tempo stesso, cresce l’attenzione sul linguaggio utilizzato sui social e sui toni esasperati del confronto politico in città.












