• Contatti
sabato 18 Luglio 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - “Una tragica fatalità”: la versione del conducente sull’incidente in cui morì Emanuel Di Lella

“Una tragica fatalità”: la versione del conducente sull’incidente in cui morì Emanuel Di Lella

Il giovane alla guida dell’auto coinvolta nello scontro del 13 agosto 2024 chiede la pubblicazione integrale della sua ricostruzione, respingendo accuse e polemiche e ribadendo come l’impatto sia avvenuto in condizioni che, secondo le perizie, non dipendevano esclusivamente dalla sua condotta

Di Redazione
21 Novembre 2025
in Cronaca, Gargano
Emanuel Di Lella

Emanuel Di Lella

Condividi su FacebookCondividi su Twitter

È stata una tragica fatalità. I magistrati hanno tenuto conto di tutti gli elementi della vicenda.

Gent.mi Direttori,

in riferimento ai vs articoli relativi alla morte del piccolo Emanuel Di Lella pubblicati lun 17/11 e merc. 19/11/25, in quanto conducente del veicolo convolto nell’incidente vi prego di pubblicare, a chiarimenti, quanto segue.

A seguito della pubblicazione del comunicato della GIESSE Risarcimenti Danni Srl per conto della famiglia Di Lella, con tutto il profondo rispetto per la morte del piccolo Emanuel, vorrei precisare che si è trattata di una tragica fatalità in quanto l’urto si è verificato a ridosso della mezzeria stradale, in una curva a destra senza visuale libera e senza segnaletica orizzontale.

Le misurazioni dei Carabinieri di San Nicandro Garganico avevano appurato che lo scooter guidato dal piccolo Emanuel ha occupato l’opposta corsia di marcia dove proveniva l’auto, mentre il perito della Procura ha collocato il punto d’urto all’interno della corsia di marcia del mezzo a due ruote. La velocità dell’auto è risultata di circa 65/70 km/h rispetto al limite di 50 e il punto d’urto è localizzato dopo una mia brusca frenata di 10,20 metri e dopo aver tentato di evitare l’investimento di Emanuel che era caduto a terra. La frenata è iniziata nella mia corsia di marcia.

Purtroppo, nel senso di marcia opposto, a centro strada e non sulla sua destra, sopraggiungeva – alla velocità di 47 km/h (ovvero ai limiti delle prestazioni di un ciclomotore da 50cc) e con il casco allacciato all’altezza del collo e posizionato dietro la nuca – il piccolo Emanuel che aveva appena finito di impennare (infatti, aveva le gambe divaricate nel tentativo di ripristinare l’equilibrio perduto). Lo stesso, per la sua condotta di guida, per lo spavento, per l’inesperienza e la mancanza dei requisiti di guida non avendo il patentino di guida AM in quanto non ancora quattordicenne, ha mal governato il proprio mezzo ed è caduto a terra, finendo sotto la ruota anteriore sinistra dell’auto, mentre lo scooter è finito contro la fiancata posteriore.

La causa della morte, infatti, è stata un “trauma toraco-addominale con interessamento dei distretti cranici ed appendicolari” mentre i danni dell’auto si trovano nella zona inferiore del paraurti anteriore per un primo urto con il ragazzo e nella fiancata sinistra, zona inferiore del parafango posteriore, per l’urto con lo scooter.

Secondo il perito della Procura: “Una marcia del ciclomotore in prossimità del margine destro della sua corsia di pertinenza (nel rispetto dell’art. 143 del C.d.S.) avrebbe consentito di evitare l’interferenza tra le traiettorie dei due veicoli, pur nelle condizioni di invasione di corsia da parte dell’autovettura, stante l’ampio margine di circa 3 metri esistente alla destra del punto d’urto”.

Così come se lo scooter non fosse caduto a terra, “l’autovettura avrebbe presentato danni diffusi anche sul cofano e sul parabrezza anteriore, mentre, come riscontrato, i danni subiti dall’autovettura sono circoscritti alla sola parte inferiore del paraurti del veicolo; tali evidenze confermano, pertanto, che il ciclomotore perveniva all’urto in posizione molto inclinata rispetto all’asse verticale, ovvero già quasi al suolo”.

La mia positività ai cannabinoidi è dovuta ad una assunzione di alcuni giorni prima all’incidente e non nello stesso giorno. Dopo l’incidente mi sono immediatamente fermato, non ho potuto prestare soccorsi perché il piccolo Emanuel è deceduto sul colpo ma ho immediatamente allertato le Autorità e sono sempre stato a loro disposizione recandomi spontaneamente presso la locale caserma dei carabinieri.

Anche per me, la gestione del post-incidente non é semplice…capisco lo stato d’animo dei parenti di un ragazzo morto a 13 anni in un incidente stradale …però convivo anch’io con il rivissuto dell’accaduto, con il rammarico e con il dispiacere ed avevo solo 20 anni.

Nonostante una iniziale ricostruzione dei Carabinieri a me favorevole secondo le cui misurazioni l’urto sarebbe avvenuto nella mia corsia di marcia per invasione dello scooter, ho preferito evitare una battaglia giudiziaria sulle misurazioni e sulle esatte rilevazioni della scatola nera che avrebbe arrecato ulteriori dolori e strascichi alle famiglie coinvolte ed ho preferito assumermi le responsabilità della mia condotta e concordare – anche per rispetto nei confronti del povero Emanuel e permettere il risarcimento ai propri congiunti – la pena con il Pubblico Ministero che ha concesso il proprio parere favorevole sulla scorta di tutti gli elementi della vicenda.

Il patteggiamento della pena, come è noto, non equivale a un’ammissione di colpevolezza, ma solo all’accettazione di una condanna concordata con il pubblico ministero.

Mi è stata riconosciuta anche l’attenuante dell’art. 589, co. 7, cp ovvero che l’evento non è esclusiva conseguenza della mia azione perché “il minore Di Lella Emanuel, in violazione degli articoli 115, 116 e 143 del Codice della Strada, non avendo l’età minima prevista dalla legge ed essendo sprovvisto di patente, conduceva un ciclomotore, non marciando in prossimità del margine destro della propria corsia di marcia”. Da ciò si evince che la colpa dell’incidente non è solo mia ma è stata una tragica fatalità.

Purtroppo tutti i familiari di Emanuel cercano la loro vendetta personale sui social con la mia denigrazione e, nonostante i genitori, i fratelli ed i tre nonni viventi hanno richiesto il risarcimento dei danni a me ed alla mia assicurazione già il 22/8/24, ossia 9 giorni dopo l’evento, hanno messo in atto una serie di comportamenti persecutori e molesti nei confronti miei e dei miei familiari tanto da spingermi a formalizzare una denuncia per stalking nei confronti di alcuni di loro e richiedere l’applicazione del codice rosso.

Una condotta di guida prudenziale, da parte di entrambi, avrebbe sicuramente evitato l’incidente. Ricordo a tutti coloro che si professano cattolici cristiani e che frequentano la Chiesa che la vendetta personale è condannata da Dio che invita al bene e al perdono. Credo sia più giusto e rispettoso vivere questo profondo dolore con il silenzio.

Andrea

Seguici anche su Instagram – Clicca qui

Ricevi gratuitamente le notizie sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Tags: carabinieriCodice della stradaEmanuel Di LellaIncidente stradalepatteggiamentoperizia Procuraricostruzione conducenteSan Nicandro GarganicoStalking
Articolo precedente

Accuse di truffa nel mondo della formazione, Lucia Catalano assolta in Appello nel processo “Lucignolo”

Articolo successivo

Sicurezza urbana, il questore incontra 15 associazioni: nasce la proposta di un Tavolo Permanente per Foggia

Articoli correlati

RSA di San Nicandro Garganico e Troia, società del gruppo Angelucci condannata a pagare oltre 736mila euro all’ASL Foggia

De Benedictis e Chiariello

Ex avvocato Chiariello, revocato il sequestro da 4,3 milioni: il Tribunale dispone la restituzione dei beni

Caporalato nel Foggiano, al via il processo “Terra Rossa”. La moglie del prefetto Michele Di Bari tra gli imputati

Laghi di Lesina e Varano, Assoturismo: “Il grande turismo del Gargano non è mai decollato, serve una svolta”

Stadio Zaccheria, rilasciato il Certificato di Prevenzione Incendi per il settore Nord Ospiti

Carcere di Foggia, il SAPPE chiama la sindaca Episcopo: “Venga a verificare le condizioni igienico-sanitarie”

Ultime Notizie

Antonio De Sabato
Foggia

Inchiesta DDA, De Sabato: “Lo scioglimento per mafia del Comune di Foggia trova nuove conferme”

Il consigliere di maggioranza respinge ogni ipotesi di "revisionismo politico" e rilancia la proposta di una Commissione Antimafia

Antonio Decaro

Decaro frena sulle primarie del centrosinistra: “Io alla guida del campo largo? Sto facendo il presidente della Regione”

De Benedictis e Chiariello

Ex avvocato Chiariello, revocato il sequestro da 4,3 milioni: il Tribunale dispone la restituzione dei beni

Caporalato nel Foggiano, al via il processo “Terra Rossa”. La moglie del prefetto Michele Di Bari tra gli imputati

Laghi di Lesina e Varano, Assoturismo: “Il grande turismo del Gargano non è mai decollato, serve una svolta”

Sanità pugliese, gli Ordini degli Infermieri lanciano l’allarme: “Sbloccare subito le assunzioni per evitare il collasso dei servizi”

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024