In tutta Italia negli ultimi 365 giorni (dal 17.11.2024 al 17.11.2025) si sono registrati 1765 eventi sismici; di questi circa 120 hanno interessato direttamente il Gargano e, più nello specifico la costa garganica. Ovviamente si parla di eventi con magnitudo uguale o superiore a 2,0 che vengono registrati dai sismografi dell’INGV e non di eventi irrilevanti.
Infatti la maggior parte di tali “terremoti” ha avuto magnitudo” compresa tra il 2 ed il 3, ad eccezione dell’evento delle 20:37 del 14 marzo scorso, che ha raggiunto una magnitudo significativa, pari a 4,8 ed è stata seguita da 9 scosse delle quali una di magnitudo 3,7 e 4 scosse anche il giorno successivo. Che succede? Lo abbiamo chiesto alla geologa Giovanna Amedei, già presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia e componente della commissione Protezione Civile dell’Ordine dei Geologi di Puglia. “In questo 2025, infatti, come in quello precedente si stanno registrando anche casi di più scosse che avvengono nello stesso giorno, ma occorre capire che tutto rientra nella normale attività sismica del Gargano.
Il Promontorio, infatti, e’ interessato da faglie attive ed importanti che già in tempi storici hanno fatto registrare terremoti importanti come quello del 31 maggio 1646 che rase al suolo molti paesi garganici e ancor prima il maremoto del 30 luglio1627, provocato da un terremoto che si registrò poco prima di mezzogiorno con epicentro a nord-est di Foggia, provocando danni quantificati fino al grado X della Scala MCS e almeno 5000 vittime. L’evento sismico fu accompagnato da importanti effetti al suolo con fratture e voragini, pozzi che eruttavano acqua, fenomeni di liquefazione nella zona tra il fiume Fortore ed il Lago di Lesina, lo svuotamento per alcune ore dello stesso lago di Lesina e uno tsunami che ha inondato la costa per circa 3 chilometri all’interno, con onde alte 5 metri, generando la massima ingressione marina mai registrata su un litorale italiano”.
Rischio tsunami che ancora esiste su tutta la costa garganica ? “Si, anche se oggi – aggiunge Amedei – è maggiormente monitorata con un buon sistema di allerta atto a salvare vite umane (il SIAM- Sistema di Allerta Maremoto). Una maggiore attenzione è anche sulla natura del terreno con gli studi di microzonazione sismica poichè i danni prodotti dalle onde sismiche sono diversi in base alla natura dei terreni attraversati. Un terreno roccioso ha una resistenza diversa da uno sabbioso che può subire fenomeni di liquefazione, ad esempio.
Resta sempre il fatto che un terremoto rientra tra gli eventi naturali verificabili nelle aree a rischio sismico e con magnitudo differenti in base all’energia che si accumula nelle aree di faglia.
Non mi stancherò mai di dire che non si muore di terremoto, ma si muore di abitazioni costruite male. Esiste una normativa sismica da rispettare in caso di nuove costruzioni ma gli adeguamenti sismici possono e dovrebbero interessare pure le costruzioni ante anni 70.
Quindi non preoccupiamoci di quante scosse avvengono ogni giorno, preoccupiamoci di rendere più sicure le nostre abitazioni senza dimenticare l’importante ruolo del geologo che non può prevenire i terremoti ma può dare un validissimo supporto nell’adeguamento sismico del luogo dove si vive”.










