Torna in tribunale Marco Lombardi, 49 anni, pregiudicato foggiano, ritenuto vicino al clan Sinesi-Francavilla, accusato di aver pubblicato dieci tra post e video ritenuti diffamatori nei confronti del Foggia Calcio e dell’ex presidente Nicola Canonico, tuttora proprietario del club, oggi sotto amministrazione giudiziaria in seguito alle minacce ricevute e al rischio infiltrazioni mafiose. Nell’udienza predibattimentale di ieri davanti al Tribunale di Foggia, Canonico e la società sportiva si sono costituiti parti civili contro Lombardi.
Dalla diffamazione ai sospetti di regia mafiosa
Secondo l’accusa, tra il 2 febbraio e il 12 maggio 2024 Lombardi avrebbe diffuso contenuti pesantemente offensivi, accusando Canonico di essere un presidente “incapace”, responsabile del “disastro totale” del club, definendolo “marcio” e “squallido”. Per gli investigatori, la campagna diffamatoria sarebbe stata parte di una vera e propria “strategia della tensione”, collegata a un clima di intimidazioni mafiose culminate nei mesi scorsi con arresti eccellenti.
Bombe, fucilate e incendi: la scia di intimidazioni
La procura ritiene che Lombardi e altri tre indagati — Massimiliano Russo, Fabio Delli Carri e Danilo Mustaccioli — non si siano fermati agli insulti via social. È in quel periodo che, secondo gli inquirenti, sarebbero scattati avvertimenti mafiosi contro dirigenti, tesserati e figure vicine al club, con l’obiettivo di costringere Canonico a lasciare la guida della società.
A giugno 2023, la prima intimidazione: le fucilate contro l’auto dell’allora capitano rossonero Davide Di Pasquale, parcheggiata allo stadio Zaccheria mentre la squadra era a Lecco per lo spareggio promozione. A seguire, un chilo di esplosivo piazzato accanto all’auto di Emanuele Canonico, figlio dell’ex presidente e vicepresidente del club, davanti alla sede dell’impresa di famiglia a Modugno. Poi l’incendio e i tentativi di incendio dell’auto di Antonello D’Ascanio, capo ultras; della Peugeot di Giuseppe Severo, segretario generale del Foggia Calcio; della Jeep di Vincenzo Milillo, direttore generale.
Verso il processo per tentata estorsione mafiosa
Per questi episodi, Lombardi e gli altri tre indagati rischiano ora il processo con accuse pesantissime: tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, detenzione e porto di esplosivo, danneggiamento aggravato. L’udienza preliminare è fissata per il 25 novembre a Bari, dove Canonico potrà nuovamente costituirsi parte civile.
L’impianto accusatorio si fonda sulle denunce della famiglia Canonico, su testimonianze, intercettazioni e sulle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.










