“La memoria non può attendere”. È con queste parole che Nunzio Angiola, candidato alle regionali con la lista Avanti Popolari, interviene sul caso della stele dedicata a Giovanni Panunzio, l’imprenditore edile foggiano assassinato nel 1992 per essersi opposto al racket mafioso.
“Serve un luogo più dignitoso per la stele”
Angiola ricorda che l’Associazione Giovanni Panunzio ha chiesto formalmente al Comune di Foggia di spostare la stele commemorativa, attualmente collocata in un’area oggetto di una lunga controversia tra l’amministrazione e il gestore del parcheggio. “È inaccettabile che la figura di Giovanni Panunzio — Testimone di Coraggio e unico imprenditore della Capitanata riconosciuto dallo Stato come vittima di mafia — resti ostaggio di una disputa amministrativa che rischia di protrarsi all’infinito”, dichiara il candidato.
Secondo Angiola, la memoria civile non può essere sacrificata “a logiche burocratiche o gestionali”: “Foggia e la Capitanata devono custodire quel sacrificio come patrimonio collettivo, vivo e condiviso”.
La proposta: “Intitolare i Campi Diomedei a Giovanni Panunzio”
Nel suo comunicato, Angiola avanza due proposte concrete: “Il Comune individui con urgenza un sito alternativo e più dignitoso per la stele e accompagni il trasferimento con un piano di valorizzazione della memoria di Panunzio, coinvolgendo scuole, associazioni e cittadini”.
Come gesto simbolico, il candidato di Avanti Popolari propone inoltre di ridenominare i Campi Diomedei in “Campi Diomedei – Giovanni Panunzio”, “a imperitura memoria del suo sacrificio e come monito contro ogni forma di intimidazione e violenza mafiosa”.
“Restituire a Giovanni Panunzio un luogo degno significa restituire a Foggia la fierezza della sua storia migliore. La memoria è un dovere, non un optional amministrativo”, conclude Angiola.









