È stato condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione Antonio Moreschi, 67 anni, di Vico del Gargano, riconosciuto colpevole di aver ucciso con una fucilata il genero Davide Mastromatteo, operaio edile di 39 anni. La sentenza è stata pronunciata dal gup del Tribunale di Foggia Cecilia Massarelli dopo circa un’ora di camera di consiglio.
L’imputato è stato giudicato colpevole di omicidio volontario, senza concessione delle attenuanti generiche. Nessuna aggravante era stata contestata nel capo d’imputazione, circostanza che ha consentito a Moreschi di essere giudicato con rito abbreviato. La procura aveva chiesto una pena di 18 anni di reclusione.
La difesa ha già annunciato l’intenzione di presentare appello non appena saranno depositate le motivazioni della sentenza, attese entro novanta giorni. Nel procedimento sono state individuate tredici parti offese, quasi tutte costituite parte civile.
L’omicidio di contrada Mannarelle
Il delitto risale al 21 giugno 2024 e si consumò nella zona rurale di contrada Mannarelle, alla periferia di Vico del Gargano. Secondo la ricostruzione della Procura di Foggia, Moreschi avrebbe esploso un colpo di fucile calibro 12, regolarmente detenuto, al termine di un violento litigio familiare.
L’uomo, secondo l’accusa, sarebbe entrato armato nell’abitazione della figlia e del genero, e avrebbe sparato da distanza ravvicinata, colpendo la vittima al torace sinistro. Il proiettile gli avrebbe provocato gravi lesioni toraco-addominali, risultate letali.
In attesa dell’appello
Moreschi, ex dipendente dell’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali, resta dunque condannato in primo grado per omicidio volontario. Il 67enne attende ora la definizione del procedimento di appello, che sarà presentato una volta depositate le motivazioni della sentenza.











