La scherma in pedana per la consapevolezza sull’Autismo e le neuro divergenze. Si chiama “SCHERMamo” – La scherma come inclusione, il un progetto dedicato ai ragazzi con autismo targato Circolo Schermistico Dauno, Comune di Foggia, iFun, Rotary Club Foggia Capitanata col sostegno della Fondazione Monti Uniti.
7 bambini su 77 sono autistici in Italia. I dati sono in continua crescita. Lo sport è uno strumento formidabile di inserimento. Lo ha detto in collegamento il presidente di Federscherma Luigi Mazzone, primario di Neuropsichiatria. “Da neuropsichiatra infantile ho sempre detto che la mia presidenza deve guardare ad una crescita culturale, che parte dalla inclusione sociale. Foggia col presidente Romeo Maestri ha subito detto sì a questo progetto”.
Il presidente in queste ultime settimane ha spiegato quali sono i vantaggi del connubio tra sport e autismo. La scherma in particolare è uno sport che si dimostra molto utile per un ragazzo autistico perché, come prima cosa, l’avversario è a mezzo metro dall’altro e questo costringe ad imbastire una relazione, che piaccia o meno. Il disturbo dello spettro autistico ha un deficit socio-relazionale: spesso il ragazzo autistico fa fatica a capire le intenzioni dell’altro, gli stati mentali dell’altro. La scherma allena proprio queste caratteristiche: in pedana si allena la capacità di capire e anticipare le intenzioni dell’altro. È attraverso una meta cognizione, quindi, che si riesce a portare la stoccata: la scherma allena proprio quello che nell’autismo è il problema, quello che in questa condizione è atipico.
La scherma ha qualcosa in più rispetto ad altri sport di contatto: ha un’arma, della quale solitamente il ragazzo autistico ha grande cura, che contribuisce a trasmettere sicurezza attraverso il gesto di impugnare qualcosa. E poi ha i suoni: quando si porta la stoccata, si accende la luce. La sensorialità, spesso, nell’autismo è sviluppata: il canale uditivo e visivo rinforza positivamente il fatto di mettere la stoccata. Il feedback sonoro e visivo si rivela particolarmente importante. La scherma, in conclusione, si dimostra utile sia per gli aspetti meta-cognitivi, perché impone una relazione con l’altro, sia per l’utilizzo dell’arma e dei riferimenti visivo-uditivi, con i quali va a rinforzare positivamente l’attività che viene svolta.
“SCHERMamo” ha l’obiettivo quindi di avviare un corso di scherma rivolto a ragazzi con autismo. L’iniziativa, sostenuta dalla Fondazione Monti Uniti di Foggia, mira alla nascita del primo team paralimpico schermistico della città, con un forte valore sportivo e sociale. Sono in via di selezione, come ha spiegato il presidente Stefano Tartaglia del Rotary Club Foggia Capitanata due team da 8 ragazzi dai 14 ai 18 anni. Il Rotary aiuterà loro nella preparazione e darà un sostegno e una sponsorizzazione a tutta l’iniziativa che sarà a costo zero per le famiglie.









