Taranto necessita di “una soluzione anzitutto per i grandi problemi, prima di tutto quello della salute. Non è pensabile che ci sia un pronto soccorso che sia al collasso e sia collassato nonostante la fatica che fanno i poveri medici, gli infermieri e gli operatori sanitari per cercare di arginare questo problema”. Lo ha detto oggi a Taranto, alla presentazione della lista di Fratelli d’Italia per le regionali pugliesi, il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione, Luigi Lobuono. Presenti il coordinatore provinciale FdI, Dario Iaia, quello regionale Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, e l’europarlamentare Francesco Ventola. E poi sempre sulla sanità, riferendosi al nuovo ospedale di Taranto San Cataldo in fase di ultimazione come infrastruttura, Lobuono ha aggiunto: “Devo essere sincero. Sto girando tutta la Puglia ma non mi è capitato di visitare una città dove vi sia un pronto soccorso, un ospedale che funzioni perfettamente. Questo non è colpa dei medici, degli infermieri o degli operatori sanitari, ma è colpa di una mala organizzazione messa in piedi da questo governo che da venti anni continua ancora oggi, con una persona che sta da anni dentro il governo regionale, a proporci le soluzioni. Ma perchè non lo hanno fatto prima?”.
Il problema dell’ex Ilva, ha proseguito Lobuono, “va messo assolutamente in sicurezza attraverso la decarbonizzazione. Il Governo Meloni, primo nella storia, ha già stanziato un miliardo per la messa in sicurezza. Ma dobbiamo mettere in sicurezza anche i lavoratori dell’Ilva, che devono poter sapere di lavorare in una fabbrica importante e strategica senza avere il problema o l’ansia di essere messi in cassa integrazione come già ce ne sono tanti”.
Lobuono si è poi occupato di collegamenti e trasporti e sull’aeroporto di Grottaglie (Taranto) ha dichiarato: “Credo che vada considerato con attenzione. Bisogna ripotenziare gli aeroporti attualmente già operativi, anche quello di Foggia dove devono avere certezza dei voli. Quelli di Grottaglie può essere destinato ad altri usi, quelli commerciali. Se si collegasse in maniera seria il porto di Taranto con il retroporto, probabilmente ci sarebbe bisogno di vettori commerciali. Il retroporto di Taranto, lo dico dal 2006 da quando ero alla guida del porto, è tra i più grandi d’Europa ma non è utilizzato. Utilizzare quel retroporto, significa far uscire le navi da Suez che hanno difronte Taranto, gestire i container, la movimentazione e lo smistamento dei container nel retroporto, e con i collegamenti ferroviari, né troppo complicati, né troppo impegnativi, inviare le merci dei container in Europa e nel Nord Italia”. “C’è bisogno di una programmazione seria – ha concluso il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Puglia – che sino ad oggi è mancata”. (AGI)












