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Home - Dopo l’assoluzione parla la maestra che ebbe rapporti con 15enni: “Ora non mi interessano più”

Dopo l’assoluzione parla la maestra che ebbe rapporti con 15enni: “Ora non mi interessano più”

Daniela Casulli racconta la sua nuova vita: “Erano ultraquattordicenni e consenzienti. Non ho commesso reati, voglio diventare avvocata”

Di Redazione
31 Ottobre 2025
in Bari, Cronaca
zia Martina

zia Martina

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“Non ho commesso alcun reato nei confronti degli adolescenti con cui ho avuto rapporti sessuali e una sentenza oggi lo certifica”. Con queste parole Daniela Casulli, 48 anni, conosciuta come “zia Martina”, ha commentato l’assoluzione arrivata dalla Corte d’appello di Bari, che ha ribaltato la condanna di primo grado per pornografia minorile e corruzione di minorenne. Inizialmente la donna era stata condannata a sette anni e tre mesi di reclusione, a 75mila euro di multa, all’interdizione dai pubblici uffici e al divieto di lavorare a contatto con minori.

Come riportato da la Repubblica Bari, i giudici d’appello hanno ora escluso ogni ipotesi di reato, facendo cadere anche il divieto di insegnare.

“Durante la detenzione ho studiato per cambiare vita”

Casulli ha spiegato di aver vissuto anni difficili: “Non ho mai smesso di lottare per questo risultato. Quando, nel 2021, fui sottoposta agli arresti domiciliari, ero un’insegnante precaria. Durante la detenzione ho studiato e superato un concorso, sono stata assunta ma poi licenziata dopo la condanna di primo grado. Adesso ci sono i margini per impugnare il licenziamento, anche se la mia vera passione resta il diritto penale. Sono laureata in Giurisprudenza e voglio diventare avvocata”.

Sulla frequentazione di adolescenti, aggiunge: “Mi è passata la voglia, ma non per quello che è accaduto; semplicemente perché nella vita ci sono delle fasi e adesso non li trovo più interessanti”.

“Erano ultraquattordicenni, rapporti consenzienti”

L’ex maestra, difesa in questi anni da vari legali, ha sempre sostenuto la propria innocenza: “Si trattava di ultraquattordicenni conosciuti sui social e con i quali avevo rapporti consenzienti e paritari. Non c’era reato”.

Secondo l’accusa, invece, Casulli avrebbe plagiato alcuni ragazzi per spingerli a girare video di atti sessuali. “I video non sono stati da me sollecitati né divulgati – ribatte lei –. Tutto è nato dalla segnalazione di una donna che aveva trovato un filmato nel telefono del figlio, che io non conoscevo e con cui non ho mai avuto rapporti. I video giravano a mia insaputa, quindi possiamo dire che in questa storia io sono la vittima”.

Le denunce per revenge porn e le accuse ai magistrati

La 48enne ha poi presentato diverse denunce per revenge porn, sostenendo che le immagini siano state diffuse senza il suo consenso. “E per questo ora ci sono alcuni indagati”, afferma.

Casulli ha denunciato anche giudici e carabinieri, sostenendo che “le prove a mio carico siano state alterate, a partire dai video consegnati alla Procura tagliati e senza audio mentre gli originali forniscono un quadro diverso”. Tuttavia, l’inchiesta sui magistrati è stata archiviata e lei è ora indagata per diffamazione aggravata e stalking. “Sono convinta di poter dimostrare la mia innocenza anche in questo caso – aggiunge – e continuerò a denunciare tutto sui social, come ho fatto finora”.

“Non ho mai negato i rapporti, ma nessun reato”

Infine, la donna non ha mai negato gli incontri avuti con alcuni quindicenni, anche in un b&b di Bari: “Perché avrei dovuto, non commettevamo alcun reato”.

Sulle accuse di aver fatto assistere minori infraquattordicenni ai rapporti sessuali, replica: “Non è vero e l’assoluzione lo dimostra. In un’occasione un tredicenne entrò in una videochiamata che stavo facendo con un suo amico senza che me ne accorgessi. In un altro caso è stata ipotizzata la presenza di un 12enne che invece non c’è mai stato”.

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Tags: Baricorruzione di minorenneCorte d'appelloDaniela Casullipornografia minorilerevenge pornzia Martina
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