La città di Foggia torna a raccontare un sabato sera segnato dalla brutalità. Questa volta a finire a terra è un ragazzo poco più che maggiorenne, preso di mira da un gruppo di minorenni in piena movida in via Le Maestre, dietro il municipio. A soccorrerlo sono intervenuti tre ragazzi che hanno assistito alla scena e fermamente reagito. Il pestaggio, secondo il racconto affidato a un post pubblicato su Facebook, è avvenuto con calci, pugni e perfino una mazza estendibile: “Non ho fatto niente” ripeteva la vittima mentre veniva colpita. La comunità è sotto choc, anche alla luce dell’aggressione subita da Andrea Tigre poche settimane fa nel centro storico.
Il pestaggio in via Le Maestre
Ieri sera, intorno alle 23, un ragazzo è stato aggredito da un gruppo di minorenni che lo hanno colpito alla testa, al volto e al corpo. Tra le armi della violenza: calci, pugni e una mazza “da autodifesa” allungabile. Incuranti delle suppliche del ragazzo: “Non ho fatto niente”, continuava a dire. Tre testimoni – due donne e un uomo – hanno deciso di intervenire: le due ragazze hanno intimato ai componenti della “baby gang” di fermarsi; l’uomo si è frapposto tra la vittima e gli aggressori, proteggendolo fisicamente. Uno dei ragazzi lo ha minacciato, toccandolo al viso: “Gli ho detto di allontanarsi”, racconta l’autore del post, “l’ho guardato negli occhi e lui ha capito che non avevo paura”. Dopo aver sollevato il ragazzo da terra e allontanato il gruppo, i soccorritori lo hanno invitato ad andare a casa, parlare con i genitori e sporgere denuncia.
Il precedente che scuote la città
L’episodio richiama drammaticamente il caso di Andrea Tigre, 19enne portiere dell’Incedit, pestato selvaggiamente il 26 settembre in piazza Mercato da un gruppo di minorenni. Il giovane riportò diverse fratture al volto ed è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. La città, profondamente colpita, reagì con un corteo contro la violenza minorile: cittadini, studenti e famiglie in strada per dire basta alle baby gang, all’alcol e al degrado che alimentano questi episodi.
Una città che chiede risposte
Dietro un filmato, un post su Facebook o un episodio di movida, emerge un problema ormai radicato: la violenza giovanile che attraversa Foggia non è più un fatto isolato ma una vera emergenza sociale. “Non è più possibile ignorare questi episodi”, denunciano molti giovani foggiani, chiedendo alle istituzioni interventi strutturali e un’educazione al rispetto sin dalle scuole.
Il coraggio di chi non si gira dall’altra parte
L’autore del post, che ha assistito al pestaggio in via Le Maestre, ha voluto lanciare un messaggio alla città: “Se non interveniamo quando vediamo la violenza, perdiamo tutti”. Di fronte a lui c’era un ragazzo inerme, un gruppo che agiva con spietatezza e pochi testimoni che hanno scelto di non restare a guardare. È da quel gesto di coraggio che Foggia deve ripartire, per non dover più raccontare un altro sabato sera di violenza.









