Il successo travolgente di Roberto Occhiuto in Calabria ha confermato la solidità di Forza Italia nel Mezzogiorno, ma non ha ancora sortito l’effetto di accelerare la scelta dei candidati per le prossime regionali d’autunno. Il 12 e 13 ottobre si voterà in Toscana, ma prima che si arrivi al duello tra Eugenio Giani e Alessandro Tomasi, il centrodestra dovrà sciogliere i nodi sulle tre regioni ancora senza nome: Campania, Puglia e Veneto. Secondo La Gazzetta del Mezzogiorno, già questa settimana il quadro potrebbe cominciare a definirsi.
Campania, frenata su Cirielli
In Campania, dove il grillino Roberto Fico è in campagna elettorale da un mese per il “campo largo”, la corsa ha subito una frenata. Sembrava ormai certa la candidatura del viceministro Edmondo Cirielli, ma le parole del capogruppo azzurro al Senato Maurizio Gasparri hanno rimesso tutto in discussione: “Siamo più propensi all’allargamento verso la società civile, ma quella di Cirielli è una delle ipotesi possibili”. Un modo elegante per rinviare la decisione, anche perché proprio Forza Italia avrebbe chiesto a Cirielli di dimettersi dal governo e dal parlamento in caso di sconfitta, ipotesi che complica la trattativa.
Il tempo stringe: 25 ottobre data limite
La scadenza è già segnata in rosso: il 25 ottobre è la deadline per la presentazione delle liste nelle tre regioni rimaste in bilico. Ogni giorno che passa rende più complessa la macchina organizzativa della propaganda, dal materiale elettorale all’ingaggio degli staff fino al fitto delle sedi per gli incontri. Una corsa contro il tempo che rischia di trasformarsi in un boomerang per la coalizione.
Puglia, tra civici e ritorni in pista
In Puglia, la situazione appare meno tesa rispetto alla Campania. Non ci sono spaccature plateali sull’idea di un candidato civico per sfidare l’eurodeputato dem Antonio Decaro. Il nome più accreditato resta quello dell’imprenditore Luigi Lobuono, da sempre vicino a Forza Italia e schierato nel fronte moderato sin dal 1994. Secondo indiscrezioni raccolte da La Gazzetta del Mezzogiorno, Lobuono si sarebbe recato ieri a Roma per incontri politici.
Ma l’euforia azzurra per il risultato calabrese ha riaperto la pista Mauro D’Attis. Il coordinatore regionale di Forza Italia aveva inizialmente declinato ogni proposta, ma il successo centrista di Occhiuto potrebbe spingere il partito a ripensare le strategie. Tuttavia, la partita pugliese resta più complessa, vista la forza della coalizione uscente che sostiene Decaro, molto più solida rispetto a quella che aveva appoggiato con scarso successo il contiano Pasquale Tridico.
Occhio a Vannacci e Marti
Nel frattempo la Lega non sta a guardare e starebbe ancora valutando l’idea di correre da sola con il generale Roberto Vannacci. Il senatore leccese Roberto Marti, riferimento pugliese del Carroccio, ha lanciato un messaggio chiaro: “Io e Vannacci scenderemo come candidati alla Regione Puglia”. E ancora: “Tutti coloro che hanno lasciato il centrodestra per un progetto civico possono tornare a casa. Quel progetto è fallito e le nostre liste sono pronte ad accoglierli”.
Veneto, scontro Salvini-Meloni su nomi e leadership
Tensioni in Veneto, dove Matteo Salvini punta sul leghista Alberto Stefani, mentre Fratelli d’Italia, forte del 38% raccolto alle europee, spinge per un proprio nome. Tra i favoriti ci sono Elena Donazzan, eurodeputata con una lunga esperienza in giunta regionale, e i parlamentari Luca De Carlo e Raffaele Speranzon, entrambi vicini alla premier Giorgia Meloni. Forza Italia, invece, rilancia con l’ex sindaco di Verona Flavio Tosi, apprezzato anche negli ambienti più identitari del centrodestra veneto.
L’attesa dei militanti e il rischio astensionismo
I leader di coalizione – Meloni, Salvini e Tajani – dovrebbero incontrarsi domani, ma secondo La Gazzetta del Mezzogiorno il vertice sarà dedicato alla manovra economica, non alle regionali. I tre nomi potrebbero dunque essere “approvati” senza una riunione formale. Ma la lunga attesa inizia a pesare. Militanti e dirigenti locali, soprattutto in Puglia, mostrano crescente irritazione: nelle chat private si moltiplicano i malumori e sui social si parla già di possibile astensionismo di protesta.
Se entro la settimana non arriveranno le tre candidature ufficiali, nel Tacco d’Italia e in Campania la missione di portare ai seggi anche i più fedeli rischia di trasformarsi in una vera impresa.













