“Saper amministrare: le sfide dei comuni”, è stato questo il tema della seconda giornata della Festa provinciale de L’Unitá che ha visto un Tavolo di confronto con i sindaci di Capitanata e la sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo.
Se la prima cittadina di Foggia si è concentrata su raccolta dei rifiuti e Tari, gli altri amministratori hanno snocciolato le varie criticità degli enti locali.
Michele Merla sindaco dem di San Marco in Lamis da anni siede per la Capitanata nel board di Autorità Idrica.
“Dibattere qui alla festa è una grande possibilità che ci viene data, i sindaci sono in prima linea. Mai come in questo momento c’è un rapporto stretto con le comunità. Faccio parte di Autorità Idrica Pugliese e siamo 5 i sindaci che portano le necessità dei territori. Insieme con la Regione Puglia abbiamo condotto la grande battaglia dell’acqua che rimane pubblica. Ci siamo battuti affinché l’acqua rimanesse pubblica. Con AqP abbiamo portato sul territorio 1miliardo e 700 milioni di opere: tutta la rete idrica e fognaria è stata fatta attraverso la programmazione di Autorità Idrica. In questi anni abbiamo fatto tantissimo, abbiamo investito nelle condotte: noi perdiamo il 45 per cento dell’acqua perché le reti sono vetuste. Sprechiamo l’acqua. Dobbiamo puntare sul riutilizzo delle acqua e sulla depurazione. Qualcuno storce il naso sui dissalatori ma invece sono determinanti. Fino al 2040 oltre 7 miliardi di euro saranno destinati alla Puglia”.
Il neo sindaco di Manfredonia Domenico La Marca ha introdotto il tema delle opere pubbliche e della lentezza burocratica. Essere sindaco della città non è salire le scale da sovrano, ha detto , ma invece è scendere dalle scale e stare tra la gente e ascoltare il grido delle famiglie che chiedono diritti per i loro figli disabili ancora così poco coinvolti nella vita della città.
“I nastri trasportatori erano il simbolo di una politica che ha fallito. Manfredonia ha un ruolo importante, ma quei nastri stanno ancora lì. Una delle cose che dobbiamo imparare è che prima di firmare un protocollo e di scattare la foto per i like bisogna essere certi delle opere perché la gente ci chiede tempi certi e non comprende che magari l’azienda appaltatrice è fallita e mille altri ritardi. Noi dovremo cominciare a dare delle risposte certe. Abbiamo ereditato un’area industriale dove manca l’acqua, la D46 dove da 30 anni mancano servizi al Contratto d’Area: se si fa il conto di quanti soldi abbiamo speso e li avessimo dati ai disoccupati i nostri cittadini oggi sarebbero ricchi. Abbiamo vissuto un colonialismo imprenditoriale, aziende del Nord sono venute giù per i contributi sono statr pochi anni e poi sono andate via. Ho tanti dubbi sul mare, ridare quel porto industriale significa ridarlo alla nostra provincia, l’altra sfida è riuscire a riavere uno snodo ferroviario vero al servizio di tutti, abbiamo bisogno di una ferrovia che non serva solo al bagnante ma a tutto il territorio. Non so se 20 anni fa c’era tutta questa connessione, ma oggi nessun sindaco è da solo perché tutti siamo in una comunità di sindaci”.
Anche Rocco Di Brina sindaco di Carpino e urologo di successo si è concentrato sulle opere pubbliche che sono al centro del dibattito anche dell’Anci.
“Questa provincia oggi ha una rete di sindaci che si confrontano e discutono e hanno una visione più complessiva del territorio. Non è un aspetto marginale, ma un elemento fondamentale degli ultimi anni. E ne so qualcosa come presidente della comunità dei sindaci del Gargano. La nostra forza è stata l’unione. Una riflessione critica sul governo centrale va fatta, non è un governo amico dei Comuni il governo Meloni. I trasferimenti si riducono. Noi siamo costretti ad inventarci soluzioni per ottenere risorse per i servizi essenziali. Il Comune di Carpino riceve un finanziamento PNRR di 1 milione di euro, ti danno un 20 per cento di anticipazione, poi si va avanti per Sal ma se non si rendiconta non si ha il resto dei fondi. Ma i Comuni non hanno i quattrini per anticipare le risorse alle imprese e ai professionisti, i Comuni sono costretti a ricorrere alle anticipazioni di tesoreria incappando nelle segnalazioni della Corte dei Conti. Se non si rendiconta i lavori si bloccano e l’opera si ferma. È un sistema che va rivisto, noi non abbiamo le casse piene di denaro. Sono stato in grado di intercettare quasi 22 milioni di euro di finanziamenti nei miei 8 anni da sindaco ma avevo paura”.
Il primo cittadino garganico da medico ospedaliero ha anche parlato di sanità. “La città di Foggia sotto il profilo sanitario ha avuto un progresso importante – ha aggiunto -. Disponiamo di una struttura all’avanguardia, quando mai avremmo mai immaginato di poter fare trapianti. Abbiamo la robotica e strutture in cui si svolgono attività di livello. Le criticità restano, le liste d’attesa esistono, c’è carenza di medici, è un tema nazionale. Da anni ho una. proposta semplice . Abbiamo guardia medica e postazione del 118 spesso non medicalizzata. Su un giorno di guardia medica ci sono tre turni di colleghi. Se noi formassimo i medici di guardia medica in medicina d’urgenza potremmo dare una iniezione di fiducia alla cittadinanza. Rivisitando questo sistema potremmo attingere personale. È una piccola proposta che inseguo da anni”.
Netta la testimonianza di Roberto Nigro sindaco di Stornara ormai noto a livello nazionale come paese dei murales. “Ho solo 3 dipendenti, un Comune in dissesto, 1200 residenti comunitari e abbiamo problemi di malavita e mafia. Se riesco a finire il mandato sono un eroe. Hanno finanziato scuole e asili nido col PNRR che non servono a nulla per noi che viviamo un calo demografico pauroso. Ci servivano finanziamenti dirottati sulle strade e sulle infrastrutture. Nei miei anni da sindaco ho smantellato i campi abusivi per non dare modo alla mafia di abusare della povera gente. Avevamo 5 campi rom abusivi, con baracche che venivano affittare a 70 euro. Fare il sindaco è un ruolo di coraggio e devi scegliere da che parte stare e combattere anche con l’antimafia sociale. Ho deciso di seguire un percorso e di avere l’appoggio di prefettura, questura, comando dei carabinieri. Devi metterci la faccia quando affronti un criminale”.
Sono essenziali e di prima necessità i bisogni di chi amministra sui Monti Dauni cone Amedeo De Cotiis sindaco di un paese di 670 abitanti, Panni, dove non c’è un pullman che faccia andata e ritorno in giornata. Cotrap non ritiene vantaggioso offrire una corsa piena.
La restanza è sempre più dura nei piccoli comuni. Ogni giorno i sindaci devono lottare contro la chiusura delle scuole, degli uffici postali, di uno sportello bancario, di una farmacia, di una insegna commerciale.












