Il caso del fotovoltaico “galleggiante” torna ad animare la politica lesinese. Con un comunicato diffuso oggi, Nuova Lesina annuncia di aver avviato due richieste di accesso agli atti per fare luce sulle domande di concessione di specchio acqueo presentate per installare impianti fotovoltaici floating nel lago.
Secondo il gruppo di minoranza, nell’ultimo Consiglio sarebbe emersa l’esistenza di una terza richiesta di concessione, depositata nel 2023, su cui – sostengono – “sembrava vi fosse anche un assenso del sindaco”. In aula, il primo cittadino avrebbe negato qualunque via libera, rifiutandosi però “senza motivazioni” di indicare la ragione sociale della società proponente.
Nel comunicato si cita anche una intervista rilasciata dal sindaco al quotidiano locale l’Attacco, nella quale il primo cittadino definisce quella pratica “errata in partenza”, ormai decaduta per termini e non più considerata dalla Regione. Per l’opposizione, quelle informazioni non erano state condivise con il Consiglio e sarebbero emerse solo “incalzando” l’amministrazione durante la seduta.
Gli accessi agli atti
Nuova Lesina spiega di aver presentato: un’istanza alla Regione Puglia per visionare osservazioni e richieste di annullamento d’ufficio relative agli avvisi di concessione demaniale lacuale nel Comune di Lesina per impianti floating delle società Nereide Energie srl ed Ergon-T.
Un’istanza al segretario comunale per visionare la proposta di impianto floating presentata al Comune nel 2023 e tutta la documentazione sulle concessioni pervenute a Palazzo di Città.
“Serve una ricostruzione completa”
Per i consiglieri Salvatore Antonio Trombetta e Anna Rita Bubici, dopo aver “costruito una diga contro l’appropriazione privata del lago”, è il momento di ricostruire con chiarezza quanto accaduto nel 2023: a loro giudizio vi sarebbe stata “una regia politica” tesa a “collocare strategicamente imprese di riferimento” in quello che definiscono “l’affare dei prossimi decenni”.
Il gruppo sostiene che l’eventuale stop a quel piano possa essere dipeso da “un errore fatale”, come affermato dal sindaco, “e non da una volontà politica”. Da qui l’appello a una ricostruzione partecipata con tutti i gruppi consiliari, invece di “verità parziali” che – dicono – non aiutano la fiducia tra amministrazione e cittadini.
La posizione del sindaco
Il primo cittadino, in Consiglio, ha negato di aver espresso assenso alla domanda del 2023 e, nell’intervista citata, ha parlato di pratica irregolare e decaduta, non più in trattazione in Regione. L’opposizione gli rimprovera di non aver reso noti i dati societari e di non aver fornito in aula una relazione documentata, annunciando che valuterà gli esiti degli accessi agli atti per iniziative ulteriori in sede istituzionale.













