Una provocazione, più che una reale scelta di rottura. La notizia pubblicata da La Gazzetta del Mezzogiorno sul possibile lancio di Roberto Vannacci, europarlamentare leghista, come candidato presidente della Puglia alle regionali del 23 e 24 novembre, ha avuto l’effetto di una bomba mediatica. L’idea di una corsa in solitaria della Lega, infatti, appare come un pungolo diretto agli alleati per sciogliere le riserve e accelerare la scelta del nome che guiderà il centrodestra nella sfida elettorale.
Silenzi e malumori nella coalizione
Dalla notizia, nessuna reazione ufficiale. Né Fratelli d’Italia né Forza Italia hanno voluto commentare, e lo stesso Carroccio pugliese ha preferito il silenzio. L’impressione, tuttavia, è che l’ipotesi Vannacci non sia un vero progetto di autonomia, quanto piuttosto un segnale forte lanciato agli alleati.
Non è la prima volta che la Lega manifesta insofferenza. Già sabato scorso il capogruppo in Consiglio regionale Giacomo Conserva aveva parlato di una “incertezza diventata indecente e irresponsabile”, invitando a non perdere altro tempo. “Ogni ulteriore rinvio equivale a un suicidio politico annunciato – aveva ammonito – mentre la sinistra è in campagna elettorale da mesi, noi restiamo bloccati da tentennamenti incomprensibili”.
L’appello di Romito
Sulla stessa linea anche il consigliere regionale Fabio Romito, che ieri, durante una diretta social, ha espresso la frustrazione di molti elettori: “Credo di parlare a nome di tutto il centrodestra pugliese, che comincia a essere stanco di questa attesa estenuante”. Romito ha ricordato la sua esperienza come candidato sindaco di Bari, decisione presa – ha sottolineato – “solo per evitare che la nostra gente restasse senza rappresentanza”.
Attesa fino alle Marche
Nonostante i richiami, il centrodestra sembra ancora lontano da una decisione. Secondo indiscrezioni, la Lega avrebbe chiesto un incontro con il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Marcello Gemmato, e con l’azzurro Mauro D’Attis, commissario regionale di Forza Italia. Ma entrambi avrebbero rinviato a dopo le regionali nelle Marche, in programma il 28 e 29 settembre.
Ecco allora che il nome di Vannacci, con tanto di ipotesi di corsa in solitaria, appare come un ultimatum mediatico. Una “boutade” con un messaggio preciso: il tempo è scaduto, il centrodestra deve scegliere subito il suo candidato governatore per non presentarsi spaccato e in ritardo all’appuntamento elettorale.












