Tre comunità scosse — Montesilvano, Pescara e Foggia — per la morte dell’agente Lino Amicone, 58 anni. Trasferito da qualche anno in Puglia, sovrintendente coordinatore alle Volanti della questura di Foggia, è stato trovato senza vita giovedì 18 settembre negli alloggi di servizio di via Antonio Gramsci. Secondo una prima ricostruzione, mercoledì avrebbe dovuto coprire il turno 19–1: era partito da Pescara nel pomeriggio, ma non si è presentato in servizio. A rinvenirlo, la mattina seguente, sono stati i colleghi. Le cause sono al vaglio degli inquirenti.
Il profilo: sport, lavoro e legami con Abruzzo e Capitanata
Amicone aveva alle spalle anni di servizio nella Polfer di Pescara, prima del trasferimento alla Squadra Volante di Foggia. Viveva ancora a Montesilvano, rientrando appena possibile. Amato per il carattere cordiale e socievole, era un grande appassionato di moto e sport—dal beach tennis al paddle, fino al ciclismo e alle moto d’acqua—e frequentava da tempo gli stabilimenti del litorale pescarese.
Le reazioni: “Dolore profondo, ci stringiamo alla famiglia”
Il sindaco di Montesilvano Ottavio De Martinis, collega di corso dagli anni ’80, lo ricorda come “una persona solare, sorridente e gioviale” e manda un abbraccio alla famiglia a nome dell’amministrazione. Sui social, tanti i messaggi dei colleghi: “È stato un onore lavorare con te”, scrive un agente che lo ha affiancato alla guida delle Volanti.
Il messaggio da Foggia: “Servono tutele psicologiche”
Il Dipartimento Provinciale Legalità e Sicurezza di Fratelli d’Italia – Foggia, con il responsabile Arturo Pagano, esprime vicinanza alla Polizia di Stato e alla famiglia e richiama la pressione psico-professionale di chi opera in un territorio complesso come la Capitanata: “Occorre rafforzare il sostegno, anche psicologico, a chi garantisce ogni giorno la sicurezza della comunità”.









