L’omicidio consumato nei giorni scorsi in località Bosco Quarto, agro di Monte Sant’Angelo, riaccende i riflettori sul tema della sicurezza e della giustizia in Capitanata. A intervenire con una nota durissima è la Libera Associazione Forense (L.A.F.) di San Nicandro Garganico, guidata dall’avvocato Giovanni Vetritto, che richiama la politica e le istituzioni a un’assunzione di responsabilità.
“Non bastano proclami e passerelle”
Secondo la L.A.F., l’ennesimo fatto di sangue è la dimostrazione delle lacune strutturali che gravano sul Gargano e sull’intera provincia di Foggia. “Non voglio parlare di stato di abbandono – afferma Vetritto – ma di profonde assenze che vanno colmate al più presto, evitando proclami e spinte campanilistiche. Servono soluzioni reali e strutturali, non interventi episodici”.
Il nodo dei presidi sul territorio
La denuncia è chiara: in diversi comuni del Gargano nord i presidi dei carabinieri hanno organici ridotti, in alcuni casi chiudono nelle ore pomeridiane, mentre mancano commissariati di polizia. “Così – denuncia la L.A.F. – non si può pensare di garantire legalità alle comunità. A San Nicandro Garganico, ad esempio, la criminalità è radicata e riconosciuta nelle relazioni della DDA, ma il presidio dei carabinieri resta minimo”.
Tribunali e Corte d’Appello assenti
Un altro nodo riguarda la giustizia. La L.A.F. torna a chiedere l’istituzione di un tribunale sul Gargano nord e una Corte d’Appello distaccata per la Capitanata. “Siamo una delle province più grandi d’Italia – sottolinea Vetritto – e ancora oggi avvocati, investigatori e cittadini sono costretti a recarsi a Bari per pratiche giudiziarie. Una situazione che grava sulla comunità e scoraggia chi ha deciso di restare in questa terra”.
“Dignità a un territorio scippato di tutto”
La nota si chiude con un appello alla politica: “È tempo di creare le condizioni per ridare dignità al Gargano, terra esclusa ingiustamente dal circuito istituzionale di cui gode il resto del Paese. Bisogna intervenire con commissariati, nuove tenenze dei carabinieri e tribunali. Solo così potremo sperare in un controllo vero del territorio e nell’inversione della fuga dei residenti, che negli ultimi dieci anni ha assunto proporzioni allarmanti”.
La L.A.F. annuncia che continuerà a richiamare l’attenzione sulla questione sicurezza e giustizia, chiedendo con forza una risposta concreta, non più rinviabile.











