Il silenzio dei boschi del Gargano è stato squarciato dalla violenza: è stato ritrovato senza vita il corpo di Leonardo Ricucci, 38 anni, ucciso con alcuni colpi d’arma da fuoco — con ogni probabilità un fucile — in una masseria nella zona di Monte Sant’Angelo. Il cadavere è stato rinvenuto nella notte, all’interno dell’auto, una Jeep nera, con cui era giunto sul posto; l’omicidio, secondo una prima ricostruzione, risalirebbe ad alcune ore prima della scoperta, segnalata dai familiari che, non vedendolo rientrare, hanno lanciato l’allarme.
La dinamica e i primi rilievi
Secondo quanto emerso finora, Ricucci si era recato nella masseria di famiglia il giorno precedente. Il ritrovamento è avvenuto in una zona impervia tra i boschi, località Sitizzo, Bosco Quarto, dove i cellulari diventano oggetti senza alcuna utilità: i rilievi sono affidati ai carabinieri che stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’agguato e di rintracciare testimoni o elementi utili alle indagini. Effettuati anche alcuni stub su possibili sospettati. Sul corpo della vittima sono stati riscontrati alcuni fori d’arma da fuoco che in parte l’avrebbero raggiunto anche al volto; gli accertamenti balistici e i riscontri sull’auto sono in corso.
I legami familiari e l’ipotesi mafiosa
Le indagini, spiegano gli inquirenti, puntano anche verso ambienti mafiosi dei clan garganici: Leonardo Ricucci era cugino di secondo grado di Pasquale Ricucci detto”fic secc”, i padri dei due erano cugini. Pasquale Ricucci, ammazzato l’11 novembre 2019, era un pesce grosso della mafia garganica, prima nel clan dei montanari Li Bergolis-Miucci-Lombardone e poi al vertice degli scissionisti Lombardi-Scirpoli-Raduano. Sei anni fa venne giustiziato mentre rientrava nella sua abitazione di Macchia. Ad ucciderlo, stando al racconto dei pentiti, sarebbero stati proprio i suoi vecchi amici montanari.
Nonostante il vincolo familiare, il nome di Leonardo Ricucci, anche lui detto “Fic secc”, un soprannome che contraddistingue l’intera famiglia, non risultava nelle indagini sulla mafia del Gargano né all’interno di vecchie faide; gli investigatori non escludono tuttavia che l’omicidio possa essere collegato a ruggini o tensioni legate alle guerre tra clan che hanno segnato la zona.
Famiglia, passioni e precedenti
Ricucci era sposato e padre di due figli; lavorava nel panificio di famiglia a Monte Sant’Angelo e si occupava di portare il pane ai comuni limitrofi. Era noto a Monte Sant’Angelo anche per il suo ruolo nel gruppo dei “Muli Bardati” che ogni anno sfila per la festa patronale verso l’Abbazia di Pulsano. Inoltre partecipava a feste danzanti esibendosi al microfono insieme ai suoi amici, tra cui pastori e allevatori, tutti popolari nella zona.
L’unico precedente risaliva al 13 luglio 2013, quando fu arrestato dopo una rissa in cui rimasero feriti due poliziotti liberi dal servizio: proprio Ricucci, in versione Tyson, morse l’orecchio di un agente. Con lui c’era il macchiaiolo D’Ercole, attualmente imputato in “Omnia Nostra”, maxi processo al clan Lombardi-Scirpoli-Raduano un tempo guidato da Pasquale Ricucci. Il procedimento sulla rissa si concluse con un patteggiamento a due anni e pena sospesa e un obbligo di risarcimento ai feriti.
L’inchiesta e possibili sviluppi
Al momento l’inchiesta è coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia; negli ambienti investigativi non viene tuttavia escluso il possibile passaggio delle indagini alla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, qualora emergessero elementi di natura mafiosa che richiedano competenze specialistiche. Con quello di Leonardo Ricucci salgono a sei gli omicidi registrati nel 2025 in Capitanata, ma si tratta del primo caso sul Gargano in questo anno.



















