“Mai dimettersi, bisogna cadere sul campo, farsi ammazzare. Tutti dobbiamo morire, meglio morire come si deve che morire da conigli”. L’animus pugnandi di Michele Emiliano, seppure non candidato alle prossime regionali per volontà del probabile successore Antonio Decaro, resta quello di un politico in prima linea. Lo ha dimostrato ieri in Fiera del Levante durante un’intervista a TeleNorba con il direttore Mimmo Castellaneta, dove il governatore uscente ha spiegato di non aver perso la sua voglia di combattere.
Emiliano e i rapporti con Decaro
Il riferimento iniziale era all’amarezza provata nel 2008 per le dimissioni di Walter Veltroni dalla segreteria del Pd, ma la frase ha finito per descrivere la sua condizione in questa fase di avvio della campagna elettorale. “Nei sondaggi abbiamo 40 punti di vantaggio. Una responsabilità gigantesca che cade su ciascuno di noi”, ha sottolineato.
Sul rapporto con Decaro, Emiliano ha detto: “Sia pure in assistenza personale, lo sento. Il problema è fare in modo che abbia l’energia e la gioia e il desiderio di rappresentare la Puglia che abbiamo avuto noi”. Poi un affondo al centrodestra: “Ho fatto campagna elettorale anche a casa loro, nella trasmissione di Nicola Porro. Ho detto che hanno 40 punti di svantaggio. Ma è stato un errore demolirli troppo: il centrosinistra rischia così di pensare di poter fare quello che vuole”.
La sfida interna al Pd
Secondo quanto riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, nel Barese il confronto per le liste del Pd sarà decisivo per misurare i nuovi equilibri interni. L’area Decaro punta su Francesco Paolicelli, quella vicina a Emiliano su Ubaldo Pagano. A giocare un ruolo da arbitro sarà il deputato Marco Lacarra, pronto a schierare l’assessore barese Elisabetta Vaccarella. In corsa anche la consigliera uscente Lucia Parchitelli, legata all’area Franceschini, e l’assessore Pietro Petruzzelli, unico ex Pds.
Il derby Paolicelli-Pagano si annuncia serrato: il primo, fedelissimo di Decaro, può contare sulla rete dei riformisti e sull’attivismo Anci; il secondo, nativo democratico legato all’associazionismo moderato, avrà dalla sua una rete di sindaci ed eletti vicini a Emiliano.
Il confronto con i sindacati
Intanto Decaro, proiettato nella campagna per la presidenza, ha incontrato i segretari regionali di Cgil, Uil e Cisl, Gigia Bucci, Gianni Ricci e Antonio Castellucci. Dal tavolo sono emerse luci e ombre: se i dati sull’occupazione restano positivi, persistono criticità sulla qualità del lavoro e sulle numerose vertenze ancora aperte.
“Nel programma per la Puglia 2030 – ha spiegato Decaro – vogliamo partire dalle politiche attive del lavoro, guardando alla transizione occupazionale che sta investendo il settore industriale. Saranno decisivi investimenti in formazione, attrattività del territorio e un osservatorio sul lavoro povero e precario”.
Tra le priorità indicate dal candidato alla successione: interventi mirati nei settori più fragili come agricoltura, turismo e ristorazione, clausole sociali più vincolanti, garanzie di continuità occupazionale, salari minimi e maggiore sicurezza sul lavoro.













