È stata una lunga audizione tutta dedicata all’Ataf quella andata in scena nella Commissione Ambiente e Territorio del Comune di Foggia presieduta dall’ingegner Giovanni Quarato.
A convocare un incontro con le sigle sindacali ci ha pensato il vicepresidente, il capogruppo dei Fratelli d’Italia Claudio Amorese, che in esordio ha espresso la necessità di vederci più chiaro dopo le tante segnalazioni e prese di posizione congiunte e autonome da parte dei sindacati del trasporto pubblico locale. In questi mesi troppi sono stati i silenzi del CdA guidato da presidente di area dem Mimmo Morsuillo.
“Ognuno in vario modo ha espresso situazioni e gridi di allarme unanimi, c’è insoddisfazione per la gestione dell’azienda di trasporto pubblico. Una mobilitazione così trasversale non mi è mai parso di vederla in città neppure coi commissari”, ha osservato il meloniano.
Piano regionale dei trasporti, stato di degrado del terminal intermodale e del Ginnetto, contenziosi presenti in azienda, la messa a gara del 10 per cento del servizio dopo il 31 dicembre del 2026, una certa inerzia del CdA Ataf, la sosta tariffata. Sono stati tantissimi i temi posti sul tavolo dell’ufficio sede della commissione al terzo piano di Palazzo di Città.
“Questo malcontento nasce da vari elementi – ha detto il segretario della Fit CISL Fabio Lomuzio – il piano triennale regionale è stato contestato anche in sede di conferenza di servizi, perché offre meno qualità e meno corse, ci sarà una conseguenza sul piano occupazionale. Non è accettabile: la Regione ha dato mandato alla Provincia per i tagli e per eventuali aumenti di risorse. Ma la struttura della Provincia oggi non può garantire nulla e dovrebbe esternalizzare dei servizi a maggior costo”.
Secondo la norma il Comune può fare un affidamento in house ma perderebbe il 10% dei finanziamenti sul trasporto pubblico, ecco dunque sono probabili delle gare per mettere a bando parte dei servizi.
“La città si sta espandendo, l’implementazione del Gino Lisa e le nuove zone richiedono nuove corse. Sul Terminal c’è tanto da dire, Bari si è avviata 10 anni dopo ma ha già predisposto la quota per le società che sostano, laddove invece da noi il Cotrap aveva chiesto di poter non pagare. Era chiaro sin dall’inizio che il nodo modale così gestito avrebbe portato solo degrado”.
Ci sono poi tutte le questioni più squisitamente sindacali e giuslavoristiche. Manca ancora l’addendum contrattuale che ingessa i sindacati e non dà loro tranquillità nelle trattative.
Nel frattempo però lo stato di agitazione è rientrato perché dalla sindaca in persona sono state date delle rassicurazioni che però ancora non lasciano tranquille alcune sigle. “Sono state promesse delle risorse ma senza individuare i relativi capitoli di spesa. Dopo due anni di commissariamento credevamo di avere delle risposte, invece oggi c’è un totale immobilismo”, ha concluso il dirigente Cisl.
Netti anche dalla UIL Trasporti. “Se entro dicembre non riusciamo a firmare l’accordo di secondo livello facciamo un favore nei confronti di chi vincerà la gara. Andare a gara con un accordo di secondo livello disdettato vuol dire avere solo il contratto nazionale e avere almeno 200 euro in meno in busta paga. Ci sono tanti contenziosi, ne abbiamo uno aperto. Alcuni lavoratori hanno avviato un contenzioso sul Parametro 175. Gli altri erano andati ad una conciliazione bonaria, ma non abbiamo avuto risposte. Sarò costretto a rivolgermi ad un legale e ci saranno costi in più per l’azienda”.
Critica anche l’Ugl con Delli Carri: “Il 31 dicembre è un termine troppo importante, l’adeguamento del contratto è insufficiente perché uguale a quello dello scorso anno. I lavoratori si aspettano un miglioramento sugli stipendi e sulle condizioni di lavoro. Ci aspettiamo delle risposte da parte dell’amministrazione. La fiducia dei lavoratori va scemando, si rivolgono ai legali perché il sindacato non riesce più a mediare”.
Parole più morbide le ha avute solo Alessandro Noceti rappresentante Cgil in Ataf, il quale ha avuto lagnanze solo sulle decurtazioni per la 104: “L’azienda sarà rifornita di risorse che andranno a vantaggio dei lavoratori, abbiamo avuto rassicurazioni scritte dalla sindaca. Abbiamo fatto un accordo in termini economici, giuridici e di organico con l’innesto del turn over budgetario”.
Molto chiaro il messaggio della Faisa Cisal, rappresentata Antonio Tuand. “Abbiamo un organico con un’età media molto alta. Per anni abbiamo erogato il servizio con dei carri bestiame. Ataf è un pezzo di qualità della vita dei cittadini foggiani, non stiamo parlando di qualcosa, che riguarda solo noi. Oggi abbiamo 100 operatori in meno rispetto a 18 anni fa, ma le stesse corse. Non è normale che non ci siamo visti quasi mai col CDA, la questione sta diventando abnorme. Abbiamo dei punti certi perché è stata alzata l’asticella ma se questi punti saranno scompaginati torneremo ad annunciare lo stato di agitazione. Non è una questione relativa solo ai lavoratori di Ataf, l’azienda è un problema di tutta la città. Questa vostra attenzione deve diventare azione politica. Ataf non è uno stipendificio, dobbiamo rivendicarlo con forza, l’azienda ha fatto una cura dimagrante importante in questi anni ed eroga un servizio con i sacrifici profusi dai lavoratori. Chiediamo una attenzione privilegiata”.










