Si scava sulla morte di Leonardo Ricucci, 38enne di Monte Sant’Angelo ammazzato in una zona impervia del Gargano, località Sitizzo di Bosco Quarto. L’uomo è stato ucciso con alcuni colpi d’arma da fuoco, forse un fucile, arma che da sempre contraddistingue la criminalità garganica.
Il cadavere è stato ritrovato nella notte (l’omicidio risalirebbe ad alcune ore prima) dopo l’allarme dato dai familiari che, non vedendolo rientrare, avevano allertato le forze dell’ordine. Ricucci è stato ritrovato senza vita nell’auto, una Jeep scura, con cui era arrivato sul posto, una masseria di famiglia dove si sarebbe recato già dalla mattinata di ieri.
Sposato, padre di due figli, era un fornaio e lavorava nella panetteria di famiglia nella cittadina garganica. Si occupava anche di portare il pane ai comuni limitrofi. Era piuttosto noto in paese anche per il suo ruolo nel gruppo dei “Muli Bardati” che solitamente sfila durante la festa patronale verso l’Abbazia di Pulsano insieme agli animali.
Ricucci aveva anche dei precedenti: il più noto risalente all’estate del 2013 quando morse l’orecchio ad un agente di polizia intervenuto, libero dal servizio, per sedare una rissa stradale. Non risultano, invece, coinvolgimenti in vicende di mafia garganica.
Suo cugino, però, non era esattamente un uomo qualunque, si trattava infatti del boss Pasquale Ricucci detto “Fic secc”, cognome che identifica tutta la famiglia, ucciso nel novembre del 2019 nell’ambito della guerra contro il clan dei montanari Li Bergolis-Miucci. Anche l’altro suo cugino Giuseppe, fratello di Pasquale, fu vittima di agguato nel 2021 ma riuscì a salvarsi. Al momento l’inchiesta dei carabinieri, che stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto, è coordinata dalla Procura di Foggia. Non è escluso che passi alla DDA, la Direzione distrettuale antimafia di Bari.


















