“Un concorso pubblico non può diventare lo strumento per garantire pochi, a scapito di tanti”, con queste parole il consigliere regionale Napoleone Cera contesta apertamente il recente bando di concorso per 20 addetti contact center – PAL, pubblicato dall’Arpal Puglia, in questi giorni per l’assunzione a tempo indeterminato di personale nell’ambito delle politiche attive del lavoro.
“Si tratta di un provvedimento fortemente discriminatorio – dichiara Cera – pensato per tutelare esclusivamente i cosiddetti formatori storici, ex Enaip, confluiti successivamente in enti legati a doppio filo all’amministrazione regionale perchè attualmente impegnati nei servizi per Arpal. Tutto questo mentre molti altri lavoratori, spesso giovani e assunti più di recente, vengono totalmente esclusi da ogni possibilità di stabilizzazione o crescita professionale. È una vergogna”.
Il bando, infatti, appare strutturato in modo da favorire una platea molto ristretta di candidati, di fatto creando una distinzione inaccettabile tra lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Una logica che nulla ha a che vedere con il merito, la trasparenza e l’interesse pubblico.
“Il concorso poteva essere un’occasione per aprire le porte della pubblica amministrazione a tutti i lavoratori del settore, senza favoritismi. Invece – continua il consigliere regionale – ci troviamo davanti all’ennesimo provvedimento che tutela solo pochi, dimenticando chi ogni giorno lavora con serietà e professionalità, anche se ha iniziato da meno tempo”.
A rendere ancora più sospetta la vicenda è la tempistica dell’operazione: l’indizione del concorso arriva nel bel mezzo della campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale, un fatto politicamente e istituzionalmente discutibile.
“È del tutto inopportuno – sottolinea Cera – che una struttura pubblica gestita dalla Regione pubblichi un bando così importante e mirato a ridosso delle elezioni. È legittimo chiedersi se si tratti di una scelta tecnica o di un preciso calcolo politico-elettorale. In entrambi i casi, è inaccettabile”.
Necessario sarebbe, secondo il consigliere, sospendere la procedura.
“Non possiamo accettare che in Puglia si perpetuino pratiche che puzzano di vecchia politica. La pubblica amministrazione deve essere casa di tutti, non feudo di pochi”, la conclusione di Cera.












