È Annamaria Salvemini la nuova direttrice di “Voci e Volti”, il periodico dell’arcidiocesi di Manfredonia, Vieste, San Giovanni Rotondo. Succede ad Alberto Cavallini che lo ha diretto dal 2010, anno della sua fondazione ad opera dell’arcivescovo Michele Castoro, nell’ambito del rinnovato progetto dell’arcidiocesi.
Professoressa di religione, iscritta all’Albo dei giornalisti con esperienza presso Tele Padre Pio, vicina al mondo dell’arcidiocesi sipontina-garganica. La scelta dell’arcivescovo padre Franco Moscone in una rosa di nomi proposta dallo stesso Cavallini. Un provvedimento facente parte degli avvicendamenti e nuove nomine nell’Arcidiocesi che includono parroci, uffici di Curia.
“Anche quest’anno, dopo aver ascoltato i miei collaboratori, ho inteso compiere alcuni avvicendamenti di sacerdoti e di laici, per far fronte ai bisogni pastorali dell’intera comunità diocesana” spiega padre Moscone che ha ringraziato “i sacerdoti e i laici che hanno svolto il loro servizio, per poco o molto tempo, nel settore della pastorale diocesana in cui sono stati finora impegnati, nonché i sacerdoti e i laici che hanno dato la loro disponibilità per il nuovo servizio che si apprestano a svolgere, per il bene della nostra Chiesa diocesana”.
Dopo quindici anni e mezzo, si conclude l’esperienza di Alberto Cavallini alla direzione del periodico “Voci e Volti”, espressione culturale dell’arcidiocesi di Manfredonia, Vieste, San Giovanni Rotondo. Lascia anche l’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali guidato per oltre ventidue anni, mantiene l’incarico affidatogli a suo tempo dal compianto arcivescovo Michele Castoro, all’Istituto sostentamento del clero.
Giornalista, storico legato con grande affetto alla storia della Chiesa garganica in particolare (ha tra l’altro ripristinato il culto presso l’abbazia di Pulsano), autore di pubblicazioni di grande interesse scientifico, Alberto Cavallini ha valorizzato e potenziato la pubblicazione diocesana facendone un riferimento autorevole, in pregevole veste grafica.
“In questi anni di direzione del giornale diocesano – ha scritto Alberto Cavallini nel messaggio di commiato nell’ultimo numero che porta la sua firma – ho avuto modo di vivere un’avventura meravigliosa. Si è dato voce alla Chiesa del Gargano attraverso le voci e i volti di uomini, donne, giovani, stranieri migranti, lavoratori, territori, tenendo fede a quella specifica vocazione cristiana del “servizio”, redigendo una testata libera, accogliente, indipendente che è cresciuta sempre più”.
Un giornale diocesano ovvero un giornale della Chiesa, un giornale della Gente “al quale si chiede di restare fedele alla sua identità e al suo mandato» è questo l’auspicio del direttore Cavallini insieme «al caloroso augurio di buon lavoro a chi proseguirà il lavoro avviato”.












